CMT-IGControl Mastery TheoryItalian Group

Il CMT-IG nasce da un'idea di Francesco Gazzillo, grazie al sostegno di Marshall Bush e George Silberschatz e dalla passione di psicologi e psicoteraputi di Roma, Milano e Torino.

Mobile: 375 503 7321
Email: info@cmt-ig.org
PEC: cmtig@pec.it
Via Arrigo Davila, 43 – 00179, Roma

Le Aree di Formazione

  • Formazione in area "Pazienti Adulti"
  • Formazione in area "Infanzia e Famiglia"
  • Formazione in area "Adolescenza"
  • Formazione in area "Sociale"
  • Formazione in area "Counselling"

Link Utili

  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
  • Contatti
  • Diventa Socio

Seguici

Resta aggiornato sulle nostre attività e sui nuovi corsi di formazione.

© 2025 CMT-IG C.F. 97887060580 -Pasquale Langellotti

CMT-IG Logo
Control Mastery Theory
Italian Group
Home
Chi Siamo
Intro alla CMT
Formazione
Panoramica FormazioneFormazione per Pazienti AdultiArea Infanzia, Coppia e FamigliaArea AdolescenzaArea SocialeArea Counselling e Terapie Brevi
Soci
Tutti i SociSoci OrdinariSoci OnorariSoci FondatoriProfessionisti CMTSupervisori CMTPolish associates/członkowie polscy
Articoli ed Eventi
Servizi
Psicoterapia breve e counseling CMTCentro TerRe Centro Lume/CMT Piemonte e Valle d'Aosta
Paper
Materiale
Contatti
CMT-IG · Ricerca

Articoli Scientifici

Raccolta degli articoli scientifici e ricerche nel campo della Control-Mastery Theory.

Articoli del Cmt-ig
Abbastanza al sicuro per restare, abbastanza al sicuro per andare
Laura Rosi
22/10/2026•

Dieci anni di lavoro con le dipendenze attraverso la Control-Mastery TheoryIl parcoIo non sono arrivata ad occuparmi di dipendenze patologiche per una scelta teorica o ideologica, ci sono arrivata per una giornata di volontariato. Avevo ventidue anni, mi ero appena laureata alla triennale ed ero volontaria della Croce Rossa Italiana, quando ho aderito a una iniziativa di bonifica del parco di Tor Bella Monaca, un quartiere della periferia di Roma, senza sapere a che cosa stessi andando incontro. Fino a quel giorno non avevo avuto esperienze dirette con persone tossicodipendenti: era un mondo che non capivo e su cui riconoscevo di avere dei pregiudizi, perché a ventidue anni non riuscivo a comprendere come si potesse arrivare a distruggere così la propria vita. Non avevo ancora capito che le dipendenze ci riguardano tutti, in forme più o meno gravi e più o meno accettate socialmente, e che parlare di questo tema significa parlare di tutti noi.Quel giorno ho visto per la prima volta persone iniettarsi eroina a pochi metri da me; ho visto uomini e donne arrivare in macchina, prendere la loro dose e tornare al lavoro; ho visto ragazzine prostituirsi per la cocaina. Ne sono rimasta sconvolta, e uso questa parola senza attenuarla: stavo scoprendo un mondo sommerso a pochi chilometri da casa mia, dove per me c’era solo un’uscita del Grande Raccordo Anulare.C'è però una cosa di quella giornata che ho impiegato anni a capire fino in fondo, ed è il motivo per cui ve la sto raccontando: ad aiutarmi, quel giorno, sono stati gli utenti della comunità. Sono stati loro a spiegarmi quello che stavo guardando e a farmi entrare nel loro mondo con una fiducia che non avevo fatto niente per meritarmi. Quello che mi ha spinta a occuparmi per il resto della mia vita di queste persone non è stato lo shock, perché lo shock passa: è stato il modo in cui quelle persone mi hanno parlato, con la quieta rassegnazione di chi ha toccato il fondo senza arrendersi. È stato in quel parco che ho deciso che avrei lavorato con il loro dolore, e da allora il percorso è proseguito con declinazioni diverse: prima le strutture residenziali e semiresidenziali, con le loro complessità istituzionali, poi lo studio privato, con la sua intimità e i suoi confini netti.Comincio il mio intervento da qui per una ragione che riguarda tutto il resto. Il primo giorno del mio incontro con le dipendenze, la persona che è stata aiutata sono stata io; poi ho studiato, mi sono specializzata, ho cominciato a lavorare, e ho passato anni a dimenticarlo.

Control-Mastery Theorydipendenze patologichepsicoterapiaesperienza clinicavolontariato
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Madri “perfette” e la ricerca di un amore “perfetto”
Marta Rodini, Federica Buonfantino
19/10/2026•Control-Mastery Theory

Il contributo propone una riflessione clinica sulle difficoltà sentimentali e sulle dinamiche di dipendenza affettiva osservate in giovani donne cresciute come figlie uniche con madri single. Attraverso il confronto tra esperienze cliniche, il lavoro approfondisce il ruolo della qualità dei legami familiari, della concentrazione delle funzioni affettive e identitarie nella relazione materna e delle credenze patogene che possono influenzare le relazioni sentimentali. In una prospettiva ispirata alla Control-Mastery Theory, viene sottolineata l'importanza dei primi colloqui per comprendere il piano inconscio del paziente e orientare il percorso terapeutico.

Control-Mastery Theorydipendenza affettivarelazione madre-figliacredenze patogenerelazioni sentimentali
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Trattamento per mezzo dell’atteggiamento ed esperienze emotive correttive: alcune riflessioni personali
Chiara Sambroia
04/10/2026•Control-Mastery Theory

Il contributo riflette sull’importanza dell’atteggiamento del terapeuta nel trattamento psicoterapeutico secondo la Control-Mastery Theory. A partire dalla propria esperienza clinica e personale, l’autrice approfondisce il ruolo dell’atteggiamento del clinico nella relazione terapeutica, nelle interpretazioni e nel superamento dei test del paziente, con particolare attenzione alle situazioni in cui terapeuta e paziente condividono la stessa credenza patogena. Il contributo evidenzia inoltre il valore della terapia personale del terapeuta come strumento clinico e come possibile condizione per favorire esperienze emotive correttive.

trattamento per mezzo dell’atteggiamentoControl-Mastery Theoryatteggiamento del terapeutacredenze patogenetesting
Dettagli
Internazionale
Guilt over “Having a Life”: Understanding and Addressing Separation/Disloyalty Guilt
Francesco Gazzillo, David Kealy, Camilla Mannocchi, Marshall Bush
14/09/2026•Psychodynamic Psychiatry

This article aims to offer an overview of our knowledge about separation/disloyalty guilt, a maladaptive kind of interpersonal guilt that derives from pathogenic beliefs that associate the healthy and adaptive goals of being separate, different, and independent from important others with the danger of deeply hurting them. These pathogenic beliefs stem from early relational traumas and adverse experiences, such as having had relatives who showed their children that they were visibly hurt by the attempts at exploration and differentiation from their children. Separation/disloyalty guilt has been shown to correlate with eating disorders, panic disorders, obsessive and phobic disorders, illness anxiety disorder, and with transdiagnostic features such as difficulties in mentalization, emotion regulation, and intolerance to frustration. We describe how patients with separation/disloyalty guilt can look for disconfirmations of these pathogenic beliefs during their psychotherapies and how clinicians can help them have the corrective emotional experiences they need.

separation/disloyalty guiltcontrol-mastery theorypathogenic beliefstestingattitude
Vol. 54, N. 3, pp. 442-461
Dettagli
Internazionale
Do Parents and Children Share the Same Kinds of Interpersonal Sense of Guilt? An Exploratory Study
Francesco Gazzillo, Cristina Mazza, Marianna Santodoro, Renata Tambelli
14/08/2026•Social Sciences

A growing body of research documents intergenerational transmission of trauma, attachment, parenting practices, and vulnerability to psychopathology. Another relevant component of psychopathology that may show parent–child associations is maladaptive interpersonal guilt, which may be shaped by parental teachings and role modelling. The present cross-sectional study examined whether parents’ self-reported guilt was associated with children’s self-reported guilt and with parents’ perceptions of their children’s guilt. The sample included 323 parent–child dyads. Parents completed the Interpersonal Guilt Rating Scale-20s (IGRS-20s) and the Interpersonal Guilt Rating Scale—Child Informant (IGRS-18CI); children completed the Interpersonal Guilt Rating Scale for Children (IGRS17C). Spearman correlations revealed significant parent–child associations: parents’ Separation/Disloyalty guilt was positively associated with children’s Separation/Disloyalty and Omnipotent Responsibility guilt, whereas parental Burdening guilt was positively associated with children’s Self-Hate/Burdening guilt. Moreover, parents’ Survivor guilt, Separation/Disloyalty guilt, and Self-Hate guilt were significantly associated with higher levels of the corresponding and related kinds of guilt as perceived in their children. These findings suggest that specific forms of interpersonal guilt may be similarly present in parents and children and highlight the clinical relevance of addressing parental pathogenic beliefs in child psychotherapy.

interpersonal guiltControl-Mastery Theoryintergenerational transmissionpathogenic beliefsparent–child relationship
Vol. 15, N. 8, pp. 549
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Il senso di colpa da separazione e slealtà in adolescenza: riflessioni cliniche in ottica CMT
Lara Saracco
30/06/2026•Control-Mastery Theory

Lavorare con gli adolescenti offre quotidianamente l'opportunità di osservare da vicino uno dei compiti evolutivi più complessi e delicati del ciclo di vita: il processo di separazione-individuazione dalla famiglia e la costruzione di un'identità personale. In questo contributo l'autrice condivide alcune riflessioni cliniche sul tema del senso di colpa da separazione e slealtà, aspetto che emerge frequentemente nel lavoro psicoterapeutico con i giovani e che trova una particolare rilevanza all'interno della cornice teorica della CMT.La Control-Mastery Theory rappresenta un meta-modello particolarmente utile per comprendere il funzionamento psicologico dell'adolescente, soprattutto attraverso la formulazione del piano, che diventa una guida per il terapeuta. La costruzione del piano in adolescenza si arricchisce di dimensioni significative come l'analisi dei circoli relazionali viziosi, delle credenze patogene della famiglia e delle esperienze relazionali correttive di cui il ragazzo necessita, basandosi sulle informazioni e sul coaching che il paziente fornisce fin dalle prime sedute.

senso di colpaseparazione e slealtàadolescenzaControl-Mastery Theoryformulazione del piano
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Salviamo Cenerentola! Un’ipotesi Control-Mastery Theory del PTSD
Pierre Gilbert Rossini
23/04/2026•Control-Mastery Theory

Il presente contributo propone una rilettura del Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD) acuto che, senza negare il ruolo centrale della disregolazione autonomica, ne problematizza la concezione come risposta uniforme e relativamente indipendente dalla soggettività del paziente. A partire da una riflessione clinica sulle aspettative che spesso accompagnano l’invio di pazienti con PTSD – ovvero che il trattamento debba essere rapido, risolutivo e fondato sull’applicazione di protocolli standardizzati– l’articolo mette in discussione una visione sintomo-centrica del trauma acuto molto diffusa nella pratica clinica. Integrando diverse prospettive teoriche, l’articolo sostiene che la risposta post-traumatica non possa essere compresa solo come effetto dell’evento, ma come il prodotto dell’incontro tra evento acuto e aspettative pregresse del paziente. In questa cornice, la Control-Mastery Theory (CMT) offre un modello particolarmente utile: i sintomi post-traumatici vengono letti non come meri esiti di disregolazione, ma come tentativi organizzati di perseguire obiettivi adattivi in condizioni percepite come relazionalmente pericolose. La parte teorica è completata dall’esposizione del caso di Emma, in cui si mostra come sia possibile leggere i sintomi PTSD come funzione della più generale organizzazione delle credenze patogene e di come anche il trattamento debba tenere in considerazione le dinamiche relazionali tipiche dell’incontro terapeuta-paziente.

PTSDControl-Mastery Theorytrauma acutocredenze patogenesoggettività
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Ancora sul senso di sicurezza, e su cosa significa curare
Francesco Gazzillo
10/04/2026•Control-Mastery Theory

Vorrei ritornare di nuovo sul concetto di sicurezza (Fiorenza et al, 2023; Weiss, 2005), perché ho l’impressione, da quanto osservo in varie supervisioni e discussioni cliniche, che su di esso vi è una certa dose di confusione.Dal punto di vista della CMT, far sentire un paziente al sicuro è forse l’obiettivo sovraordinato del terapeuta. Il punto è che, dal nostro punto di vista, il senso di sicurezza dei pazienti è funzione o di una loro valutazione realistica della realtà o della natura delle loro credenze patogene, cioè di quelle credenze, in larga parte inconsce, che gli fanno vivere come pericoloso il perseguimento di obiettivi perseguibili, sani e realistici (Gazzillo, 2023; Weiss, 1997).Le credenze patogene sono la base di sintomi, inibizioni e tratti disfunzionali del carattere, e proprio a causa delle sue credenze patogene un paziente ha paura di fare qualcosa che vorrebbe e sarebbe in grado di fare, si sente in ansia alla prospettiva di avvicinarsi a quegli obiettivi e quindi li evita. Ne consegue che, se il terapeuta spinge il paziente a perseguire quell’obiettivo, che proprio il paziente vuole ed è in grado di perseguire, quest’ultimo coscientemente non si sente al sicuro, e prova ansia. Per questo motivo, molti colleghi, non solo giovani, credono che, per far sentire al sicuro il paziente, bisogni accettare o sostenere i suoi evitamenti. Ora, a me sembra del tutto evidente che questa strategia sia anti-terapeutica.Dal punto di vista della CMT, far sentire un paziente al sicuro vuol dire aiutarlo a esporsi al pericolo temuto facendogli vivere l’esperienza che quel pericolo non c’è più, oppure che ora può essere affrontato perché non è così grande come il paziente ha appreso che fosse. Vuole dire fargli fare l’esperienza, dentro e fuori la stanza di terapia, che la sua credenza patogena è falsa. Vuol dire aiutarlo a diventare consapevole della sua credenza patogena, delle sue origini, e del fatto che ora può sviluppare credenze diverse e più funzionali e scegliere queste ultime come guida del suo comportamento. E tutto questo è il contrario dell’evitamento.

senso di sicurezzaControl-Mastery Theorycredenze patogeneevitamentocura
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Il coming out come test relazionale in ottica CMT
Nadia Iannella
07/04/2026•Control-Mastery Theory

I FONDAMENTI TEORICI DELLA CONTROL MASTERY THEORYLa Control-Mastery Theory (CMT) è una teoria relazionale e dinamico-cognitiva, ideata e sviluppata da Jospeh Weiss e Harold Sampson, dal San Francisco Psychotherapy Research Group e più recentemente anche dal CMT-Italian Group. La teoria assume che gli esseri umani siano intrinsecamente motivati ad adattarsi alla realtà, a risolvere i propri problemi e a padroneggiare le esperienze traumatiche e presuppone l’esistenza di un inconscio adattivo capace di svolgere funzioni cognitive complesse, come stabilire obiettivi, fare piani e valutare rischi. Inoltre, la CMT parte dal presupposto che tra le motivazioni di base dell’essere umano vi siano motivazioni prosociali e che il principio di regolazione fondamentale del funzionamento mentale è un principio di sicurezza vs pericolo.Quando una persona si trova ad affrontare traumi da shock o da stress può sviluppare credenze patogene, ovvero convinzioni inconsce che associano il perseguimento di obiettivi sani, come la realizzazione, il successo, l’autenticità o il piacere, a un pericolo per sé o per le persone amate. Le credenze patogene non sono semplici convinzioni disfunzionali, ma strategie adattive sviluppate per preservare i legami e garantire la sicurezza relazionale in contesti percepiti come pericolosi. Queste credenze possono generare nella persona intensi sensi di colpa interpersonali che la portano ad inibire le proprie potenzialità e a rinunciare o limitare il perseguimento dei propri obiettivi sani di crescita e realizzazione.

coming outtest relazionaleControl-Mastery Theorycredenze patogenesicurezza relazionale
Dettagli
Internazionale
Omnipotent Responsibility Guilt: Theoretical, Clinical, and Empirical Features
Francesco Gazzillo, Eleonora Fiorenza, Marta Rodini, Marshall Bush
19/03/2026•Psychodynamic Psychiatry

This article aims to give the reader an overview of the concept of omnipotent responsibility guilt, which, according to control-mastery theory (CMT), is the emotional manifestation of a set of pathogenic beliefs that make people believe that if they put their needs in the foreground and do not try to satisfy the needs of their important others, their significant others will suffer. These pathogenic beliefs were generally developed to adapt to early traumatic and adverse experiences, that is, experiences that disrupted the patient’s sense of safety in acute, systematic, or chronic ways. In the case of people with omnipotent-responsibility-related pathogenic beliefs, among these experiences, we find parents with physical or psychological problems, parents who were victims of accidents, parents who were separated or were mourning some loss and wanted their children to take care of them, and situations where parents reversed their roles with their children. Omnipotent responsibility guilt correlates with different forms of psychopathology, such as depression, obsessive-compulsive disorders, and anxiety disorders, and with several transdiagnostic features, such as worry and low self-esteem. We describe some clinical exemplifications to show how, according to the CMT, patients with pathogenic beliefs supporting omnipotent responsibility guilt can try to become aware and disprove these pathogenic beliefs and master their traumas in psychotherapy, and how therapists can help them have the corrective emotional experiences they need to get better.

omnipotent responsibility guiltcontrol-mastery theorytransference testspassive into active tests
Vol. 54, N. 1, pp. 76-96
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Briciola immobile: la malattia del cane e le trasformazioni del setting terapeutico
Laura Rosi
12/03/2026•Control-Mastery Theory

Nell’articolo del 2022 su Seneca e sulla presenza del cane nel setting terapeutico, avevo concluso con una promessa: Briciola avrebbe raccolto il testimone. Avrei continuato quel percorso, con lei al mio fianco. Non immaginavo che avrebbe avuto qualcosa di così diverso da insegnarmi.Come nel precedente scritto, il mio desiderio è quello di condividere con i colleghi una riflessione nata dall’esperienza diretta, senza alcuna pretesa di generalizzazione, ma con la speranza che possa essere utile a chi si interroga su ciò che accade nella stanza di terapia.Nell’agosto del 2025, Briciola ha sviluppato un’ernia espulsa che l’ha lasciata paralizzata alle zampe posteriori e incontinente. Da un giorno all’altro, quella creatura vivacissima, capace di portare energia e movimento in ogni stanza, si è ritrovata immobile, dipendente, incapace di fare da sola le cose più elementari. E io mi sono ritrovata a fare i conti non solo con la paura per lei, ma con qualcosa di inatteso: le implicazioni di tutto questo sul mio lavoro, sui miei pazienti, sullo spazio terapeutico.Quello che seguerà è il tentativo di riflettere su questa esperienza, ancora in corso, ancora viva, perché credo che proprio la sua incompiutezza la renda preziosa.Il setting cambia: quando è il terapeuta ad avere bisognoLa prima cosa che ho dovuto affrontare è stata pratica, e per questo non meno significativa: Briciola non poteva più muoversi autonomamente. Non poteva alzarsi dalla cuccia, come faceva Seneca in quei momenti in cui sembrava percepire il bisogno del paziente prima ancora che io lo vedessi. Non poteva attraversare la stanza, non poteva sedersi vicino a nessuno. Era lì, presente, con quegli occhi sempre attenti, ma diversa, limitata, bisognosa.Ho comunicato la situazione ai miei pazienti con la stessa trasparenza con cui, anni prima, avevo chiesto il loro consenso per portare Seneca in studio. Ho spiegato cosa era successo, ho detto che Briciola stava facendo fisioterapia, che stava recuperando, ma che la situazione era completamente in divenire. Insomma, ho detto la verità.Quello che è accaduto dopo mi ha sorpresa e istruita.

setting terapeuticocane in terapiavulnerabilità del terapeutaControl-Mastery Theory
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Il cinema come palestra per l’occhio clinico I sensi di colpa interpersonali visti attraverso cinque scene memorabili
Laura Rosi
24/02/2026•Control-Mastery Theory

Introduzione C’è qualcosa che il cinema fa meglio di qualunque manuale di teoria e tecnica psicologica: mostra. Non spiega, non teorizza: mostra. Mostra un volto che si contrae, una voce che si spezza, un silenzio che dura un attimo di troppo. E, in quell’attimo, chi ha imparato a guardare con occhio clinico riconosce il peso di una credenza patogena, il lavoro sotterraneo di un senso di colpa che il personaggio non sa ancora di portare con sé. Come professionisti formati alla Control-Mastery Theory, sappiamo che i sensi di colpa interpersonali non sono semplici astrazioni teoriche: sono esperienze vive, incarnate, che attraversano la stanza di terapia ogni giorno. La CMT ha identificato cinque principali sensi di colpa interpersonali - da separazione/slealtà, del sopravvissuto, da responsabilità onnipotente, da burdening e da odio di sé - ciascuno radicato in credenze patogene sviluppate nell’infanzia, nel tentativo del bambino di preservare il legame con le figure di attaccamento e di dare senso a esperienze traumatiche (Gazzillo, 2016). Questo articolo nasce da una convinzione personale, maturata in anni di pratica clinica, intervisione e supervisione: che il cinema possa costituire uno strumento prezioso per esercitare l’occhio clinico al di fuori della stanza di terapia. Non si tratta, ovviamente, di sostituire il lavoro con i pazienti reali, quanto di offrire un’occasione di riflessione priva delle implicazioni contro-transferali che inevitabilmente accompagnano ogni incontro clinico. Davanti a uno schermo, infatti, possiamo permetterci di osservare con calma, tornare indietro, rivedere una scena, chiederci: cosa sta accadendo davvero tra queste persone? I film che ho scelto - e, in un caso, una serie - sono opere che mi sono care, che ho visto e rivisto nel tempo, e che ogni volta mi hanno restituito qualcosa di nuovo. Non li propongo come casi clinici, ma come semplici esercizi di sguardo: occasioni per riconoscere, in un dialogo scritto da uno sceneggiatore, le stesse dinamiche che incontriamo nella clinica quotidiana. Per ciascuno dei cinque sensi di colpa interpersonali ho individuato un’opera e, al suo interno, la scena che a mio parere lo rappresenta meglio. Di ogni scena riporto il dialogo, ne analizzo la struttura relazionale e identifico la credenza patogena sottostante e il senso di colpa che ne deriva. Un invito, dunque, a guardare il cinema con gli occhi del clinico, con la consapevolezza che ogni buon film può essere, in fondo, anche una piccola formulazione del caso.

cinemasenso di colpa interpersonaleControl-Mastery Theorycredenze patogeneocchio clinico
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Ipotesi, suggestioni e riflessioni teoriche su Sistemi Motivazionali, Intersoggettività, Appartenenze e Control-Mastery Theory.
Alessandro Carbocci
24/02/2026•Control-Mastery Theory

L'ipotesi presentata in questo lavoro sostiene che l'intersoggettività e il bisogno di appartenenza siano motivazioni sovraordinate nell'organizzazione della vita psichica, fungendo da cornice primaria entro cui si strutturano il Sé, la regolazione degli affetti e i sistemi di significato. I Sistemi Motivazionali Interpersonali (SMI) vengono qui proposti come dispositivi e strumenti a esse subordinati con cui l'individuo cerca di creare, preservare e mantenere i legami e l'inclusione relazionale. La spinta fondamentale dell’essere umano non sarebbe dunque la sola attivazione dei singoli sistemi motivazionali, in particolare quello dell'attaccamento, ma la necessità di evitare il senso di isolamento e il vuoto relazionale e di appartenenza, vissuti come minacce all'integrità del Sé. In quest'ottica e in coerenza con i principi della Control-Mastery Theory (CMT), le credenze patogene rappresenterebbero le soluzioni adattive volte a preservare il senso di appartenenza, l'intersoggettività e quindi le relazioni significative. Il lavoro in terapia diventa quindi un processo intersoggettivo di disconferma di tali credenze patogene, che permette di riscrivere e trovare una nuova cornice e narrazione al proprio senso di appartenenza.

Sistemi Motivazionali InterpersonaliIntersoggettivitàbisogno di appartenenzaControl-Mastery Theorycredenze patogene
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Il concetto di falso Sé dal punto di vista della CMT
Eleonora Fiorenza
24/11/2025•Control-Mastery Theory

Le riflessioni che presento si collocano nella scia di un precedente lavoro, in cui era stato posto un quesito rispetto a questo tipo di fenomeni. In particolare, mi riferisco a quelle circostanze, che si verificano in terapia, in cui “la disconferma delle credenze patogene lascia spazio a un nuovo vissuto doloroso: la perdita di quei riferimenti identitari che, per quanto portatori di sofferenza, offrivano un’immagine chiara di sé” (Bruno, 2025). I concetti di vero Sé e Falso Sé, introdotti da Winnicott (vedi, ad esempio, Winnicott, 1965), offrono spunti, a mio avviso, rilevanti per comprendere quei pazienti che, in seguito a un lavoro terapeutico volto a disconfermare le loro credenze patogene e al raggiungimento di obiettivi sani attraverso il superamento dei test, riferiscono di sentirsi vuoti, “dissociati”, lontani dal mondo e dagli altri, persi, confusi o, più genericamente, “in crisi”. Da una prospettiva psicoanalitica, il vero Sé rappresenta il costrutto ipotetico alla base della sensazione di essere sé stessi, di essere autentici, spontanei e creativi, e il suo sviluppo è reso possibile dalla presenza di un ambiente facilitante che, nell’infanzia, è in grado di favorire la continuità del senso di esistere del bambino, il suo abitare il corpo, il suo essere sé stesso e al tempo stesso in relazione con l’ambiente (Winnicott, 1965). Tale ambiente facilitante consente il passaggio da una dipendenza assoluta a una dipendenza relativa, accompagnando gradualmente il bambino nel processo di separazione dalla madre e di acquisizione dell’autonomia. Quando tutto ciò viene meno e i genitori non rispondono in modo adeguato, empatico e contingente ai suoi bisogni, la situazione si complica. Il bambino, infatti, nel tentativo di proteggere il legame con i caregiver, impara precocemente a adattarsi, modificando e distorcendo i propri bisogni, desideri, comportamenti e atteggiamenti per adeguarsi alle aspettative altrui.

falso Sévero SéControl-Mastery TheoryWinnicottcredenze patogene
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Note introduttive sulla terapia di Gruppo in ottica CMT
Giorgia Giusti, Alessio Reveglia, Marta Rodini, Federica Buonfantino, Omar Bellanova, Lorenzo Guidobaldi, Sara Fabbri
16/11/2025•Control-Mastery Theory

L’obiettivo di questo scritto è di illustrare le potenzialità terapeutiche del gruppo alla luce dell’impianto teorico della Control-Mastery Theory, descrivendone le fasi cruciali: la fondazione e l’avvio di un gruppo terapeutico. Si introdurranno inoltre ipotesi e modalità di verifica (mappa del gruppo) legate alla configurazione del piano inconscio individuale all’interno di una dimensione gruppale. La Control-Mastery Theory offre una cornice utile per comprendere ciò che rende un’esperienza terapeutica trasformativa. I suoi fattori terapeutici principali riguardano, da un lato, la possibilità per il paziente di vivere un’esperienza emotivamente correttiva mettendo alla prova—attraverso i test—le proprie credenze patogene e osservandone la disconferma; dall’altro, l’insight, che consente di ricollegare tali vissuti alla propria storia personale, riorganizzandone il significato (Gazzillo, 2021). Perché questo processo possa attivarsi, è fondamentale che la persona percepisca un sufficiente senso di sicurezza, condizione che le permette di ricominciare a lavorare per perseguire i propri obiettivi riducendo l’impatto delle credenze patogene. Partendo da questi presupposti, possiamo chiederci in che modo il lavoro di un paziente all’interno di un gruppo terapeutico possa favorire esperienze emotive correttive. La presenza di molti membri, ognuno con il proprio modo di comunicare e di entrare in relazione, crea un contesto ricco e plurale. Tuttavia, tale pluralità porta con sé delle inevitibili crisi relazionali, un po’ come è stato già osservato all’interno di un contesto di terapia di coppia o familiare (Crisafulli, Rodomonti, 2018). Nella rete di relazioni che andrebbe a generarsi dall’istituzione del gruppo, troviamo che il ruolo della conduzione – in un’ottica di mediazione, contenimento e comprensione dei test relazionali che i pazienti mettono in campo – risulterebbe fondamentale per raggiungere gli insight e gli obiettivi desiderati da ciascuno.

terapia di gruppoControl-Mastery Theorycredenze patogenetestpiano inconscio
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Omolesbotransfobia interiorizzata e credenze patogene: implicazioni per lo sviluppo dell’identità LGBT+ nella prospettiva della Control-Mastery Theory
Nadia Iannella
14/11/2025•Control-Mastery Theory

La Control-Mastery Theory (CMT) è una teoria relazionale cognitivo-dinamica del funzionamento mentale, della psicopatologia e del processo terapeutico sviluppata da Weiss e Sampson, dal San Francisco Psychotherapy Research Group e più recentemente dal CMT-Italian Group. I presupposti di base della CMT è che la motivazione principale delle persone è quella di adattarsi al proprio ambiente, di risolvere i problemi che incontrano e a padroneggiare le esperienze avverse e traumatiche. Un ulteriore fondamento teorico della CMT è che il funzionamento psichico sia regolato dalla percezione di sicurezza e di pericolo, e che le persone siano capaci a svolgere in modo inconscio molte delle stesse funzioni adattive che esercitano consapevolmente. Quando all’interno di una relazione un aspetto di sé o i propri bisogni sono esperiti come sicuri, la persona può esprimersi in modo autentico, integrare i propri vissuti affettivi, accedere ai desideri e bisogni e raggiungere i propri obiettivi evolutivi. Al contrario, quando l’ambiente è percepito come minaccioso per l’integrità psichica o per la stabilità delle relazioni significative, l’individuo tende a mettere in atto strategie difensive, inibizioni e compromessi adattivi, spesso inconsci, finalizzati a proteggere sé stesso e i legami affettivi. Un altro aspetto centrale, per la CMT, è che gli esseri umani hanno bisogno non solo di sentirsi al sicuro, ma anche di percepire come al sicuro le persone a cui sono affettivamente legati. Le scelte comportamentali – soprattutto quelle inconsce – sono dunque guidate dalla valutazione del rischio percepito per sé e per gli altri significativi: l’individuo tenderà ad agire solo se ritiene che ciò non comprometta in modo eccessivo la sicurezza relazionale. Infine, la CMT si fonda su una visione prosociale della natura umana: le persone sono viste come fondamentalmente orientate alla costruzione di relazioni cooperative, empatiche e di cura.

Omolesbotransfobia interiorizzatacredenze patogeneidentità LGBT+Control-Mastery Theorysicurezza relazionale
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Una riflessione, a partire dal racconto di un caso clinico, sulla possibilità di trattare i pazienti gravi integrando modelli terapeutici differenti
Romana Cuomo
07/11/2025•Control-Mastery Theory

Una riflessione, a partire dal racconto di un caso clinico, sulla possibilità di trattare i pazienti gravi integrando modelli terapeutici differenti Lavorare con pazienti che hanno una grave compromissione del funzionamento personale, professionale e sociale, come ad esempio i pazienti con disturbi di personalità, dell’umore, o con disturbi correlati ad eventi traumatici e stressanti, è motivante ma sicuramente complesso, poiché le conseguenze generali di tale compromissione sono molteplici e fin dal primo secondo di terapia appare chiaro che, indipendentemente dall’impalcatura teorica del proprio modello di formazione, per questi pazienti è molto difficile fare progressi e mantenerli stabili nel tempo, generalizzandoli a tutti i contesti di vita. Quando più di sei anni fa ho accettato di seguire D., un ragazzo diciassettenne con Disturbo da stress post traumatico – complesso, nutrivo un po’ di timore e forse anche di scetticismo in merito alla possibilità di poter lavorare secondo l’ottica della Control Mastery Theory con questa tipologia di pazienti, principalmente a causa di due fattori: la percezione di padroneggiare questo modello terapeutico da non abbastanza tempo per trattare questi pazienti e un preconcetto sviluppato durante la formazione di psicoterapeuta cognitivo-comportamentale secondo cui, al paziente è necessario approcciarsi formulando delle domande ben precise, necessarie a costruire la formulazione del caso. Quest’ultima comprende la descrizione della sintomatologia presentata, il profilo interno del disturbo (quindi le credenze, gli stati mentali e gli scopi che rendono ragione del funzionamento del problema presentato), i fattori e dei processi del mantenimento di quella sintomatologia, e infine i trigger personali e sociali responsabili di quest’ultima e dei fattori di vulnerabilità che espongono il paziente a ricadute. Il trattamento che ne deriva risponde quindi alla comprensione di questi elementi e poggia oltre che su una salda relazione terapeutica (fondamentale per ogni tipo di approccio), anche su una “valigetta di attrezzi” utili al terapeuta: le tecniche cognitive e comportamentali ed eventualmente l’uso di protocolli, differenti a seconda del disturbo del paziente e da rispettare pedissequamente nella loro applicazione.

pazienti graviintegrazione modelliControl Mastery Theoryterapia cognitivo-comportamentalecaso clinico
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
L’esplorazione del sè al di là delle credenze
Emanuele Bruno
23/10/2025•Control-Mastery Theory

“Sono sul treno, sto tornando a Torino per passare un fine settimana con la mia migliore amica, sono felice. Il lavoro va bene, la scuola pure, sto facendo le cose che mi piacciono. A un certo punto guardo fuori dal finestrino e inizio a sentire dell’ansia” “Come mai, cosa pensi?” “Penso che non mi riconosco. È una cosa tutta nuova sentirmi così felice, mi chiedo se sia giusto o sbagliato, non lo so. Mi hanno sempre messo addosso aggettivi negativi: quella chiusa, quella musona, quella introversa. Ora che sono diversa non mi riconosco, non so chi sono”. In questo scambio con una paziente emerge un elemento molto importante nel lavoro con persone che provengono da contesti fortemente traumatici: la difficoltà o impossibilità di riconoscersi in un sé diverso da quello imposto dalle figure genitoriali. Questo aspetto può caratterizzare il corso della terapia con questi pazienti. Ciononostante, ritengo che non abbia direttamente a che fare con il lavoro di disconferma di credenze patogene quanto più con l’esplorazione di un’immagine e un senso di sé che non è stato possibile esplorare perché fortemente svalutato, aggredito o trascurato nella fase di sviluppo. Questo elemento, in particolare, trovo che emerga con forza verso la fine della terapia, quando la disconferma delle credenze patogene lascia spazio a un nuovo vissuto doloroso: la perdita di quei riferimenti identitari che, per quanto portatori di sofferenza, offrivano un’immagine chiara di sé. Se nella prima fase della terapia si tratta di abbandonare quell’immagine granitica, in quest’ultima entra in gioco una modalità tutta nuova in cui l’esplorazione diventa l’assetto relazionale e motivazionale principale.

sécredenze patogenetraumaterapiaesplorazione
Dettagli
Internazionale
Self-hate: Theoretical, clinical, and empirical features
Francesco Gazzillo, David Kealy
25/09/2025•International Forum of Psychoanalysis

This paper aims to provide an overview of self-hate, a concept developed by control-mastery theory (CMT) to describe a set of pathogenic beliefs that share the common core of a deeply negative self-representation and self-evaluation, and that are often at the basis of severe personality pathology. Pathogenic beliefs that support self-hate are developed to adapt to early traumatic relationships that made the person feel unrecognized and unloved for who they are. These pathogenic beliefs make the person feel bad, inadequate, unworthy, and undeserving; in addition, empirical research has shown that they are often associated with relevant transdiagnostic psychopathological factors such as difficulties in mentalization, emotional dysregulation, low self-esteem, deep feelings of shame and guilt, depression, interpersonal problems, and a low level of personality functioning. During psychotherapy, patients with issues related to self-hate can be very challenging, and it can be difficult for therapists to develop a strong alliance with them. We will overview the principal manifestations of self-hate, the features of the traumas at its basis, the empirical research data collected on its psychopathological correlates, and their implications for treatment, stressing the importance of therapists’ attitudes and the centrality of corrective emotional experiences.

self-hatecontrol-mastery theorytraumasevere personality disorderscorrective emotional experiences
Dettagli
Internazionale
Sense of Emptiness: The Role of Adverse Childhood Experiences, Preoccupied Attachment, Self-Hate, and Burdening Guilt
Marianna Santodoro, Eleonora Fiorenza, Camilla Mannocchi, Francesco Gazzillo
20/09/2025•Scandinavian Journal of Psychology

The sense of emptiness is still a poorly defined construct in the literature, yet it is frequently reported in individuals with borderline personality disorder, depressive symptoms, and narcissistic personality disorder. This paper aims to replicate those research studies showing that there are significant correlations between emptiness, insecure attachment styles, maladaptive childhood experiences, shame, impulsivity, depression, and borderline and narcissistic personality features. Additionally, it was hypothesized that a significant correlation would exist between the sense of emptiness and burdening guilt and self-hate, and that self-hate would mediate the relationship between adverse childhood experiences and preoccupied attachment and sense of emptiness. The sample consisted of 128 Italian participants recruited online, who completed a battery of self-report questionnaires designed to measure the psychopathological features described above. The sense of emptiness was strongly correlated with depression (rho 0.81, p

adverse childhood experiencesdepressionemptinessinterpersonal guiltpreoccupied attachment
Vol. 25, pp. 1–12
Dettagli
Internazionale
Illness Anxiety and Interpersonal Guilt
Marta Rodini, Gaia Piscopiello, Martina Trevisan, David Kealy, Francesco Gazzillo
03/09/2025•10.1521/pdps.2025.53.3.414

Introduction This study investigated the relationship between illness anxiety and interpersonal guilt as conceived in control-mastery theory. Additionally, we explored how illness anxiety symptoms relate to general anxiety, depression, alexithymia, autonomic nervous system reactivity, personality functioning impairment, sociodemographic factors, and childhood experiences. Methods A sample of 201 participants completed measures of illness anxiety (Health Anxiety Questionnaire), interpersonal guilt (Interpersonal Guilt Rating Scale-20s), anxiety (State-Trait Anxiety Inventory), depression (Beck Depression Inventory-II), alexithymia (Toronto Alexithymia Scale-20), personality dysfunction (Level of Personality Functioning-Brief Form 2.0), and autonomic nervous reactivity (Body Perception Questionnaire-22). Sociodemographic and childhood traumas and adverse experiences data were collected via an ad hoc questionnaire. Results Individuals with worried and autonomy-limiting caregivers reported higher levels of illness anxiety. Correlation analyses revealed significant positive associations with illness anxiety and all the variables measured. As expected, partial correlation demonstrated that separation/disloyalty guilt and burdening guilt are the most associated with illness anxiety symptoms. Unexpectedly, however, survivor guilt lost significance when controlling for other types of guilt. Hierarchical multiple regression identified anxiety as the strongest overall predictor of illness anxiety, followed by separation/disloyalty guilt and bodily reactivity indices. Discussion This study suggests that interpersonal guilt may be a key component in sustaining illness anxiety symptoms in anxious people. In particular, the interplay between anxiety, separation/disloyalty guilt, and autonomic overreactivity appears to contribute to illness anxiety concerns and behaviors. Working on these aspects may be essential for positive long-term outcomes of psychotherapy.

illness anxietycontrol-mastery theoryinterpersonal guiltanxietyautonomic reactivity
Dettagli
Internazionale
The core assumptions of the control-mastery theory and their implications
Francesco Gazzillo, Marta Rodini, Eleonora Fiorenza
18/08/2025•International Forum of Psychoanalysis

This paper aims to identify the core assumptions of the control-mastery theory (CMT) – those assumptions whose falsification would determine the abandonment of the theory itself. These concepts are the adaptive nature of basic human motivations; the sophisticated and adaptive nature of unconscious mental functioning; the overarching role of safety in the regulation of conscious and unconscious mental functioning; the prosocial nature of certain basic human motivations; the centrality of beliefs for understanding how human beings relate to reality and other human beings; and the ontological unity of the human Self. We show how the application of these assumptions to clinical phenomena that apparently contradict them has given rise to the more innovative concepts of the CMT – such as the concept of patients’ tests, coaches, and plans – and has emphasized the centrality of guilt and shame in psychopathology. In contrast to the core concepts delineated above, modifying these derived concepts would not imply modifying the entire theory. Finally, we show how these concepts shape the clinical work of therapists who embrace the CMT.

control-mastery theorypathogenic beliefsplantestcoaching
Dettagli
Internazionale
Childhood Emotional Abuse and Somatic Symptoms: The Mediating Effect of Self-Hate
Pierre Gilbert Rossini, Francesco Gazzillo, David Kealy
04/08/2025•Scandinavian Journal of Psychology

Childhood emotional abuse is a recognized factor for long-term psychological and physical health problems, including persistent somatic symptoms. Negative self-beliefs, such as self-hate-related beliefs, may explain how emotional mistreatment contributes to physical distress in adulthood beyond general emotional difficulties. A longitudinal study was conducted with 298 help-seeking adults. At baseline, participants completed measures of childhood emotional abuse, self-hate, and general negative affectivity. Somatic symptoms were assessed two months later. Mediation analyses tested whether self-hate mediated the relationship between childhood emotional abuse and somatic symptoms while accounting for the influence of general negative affectivity, which reflects a general tendency to experience negative emotional states. Participants (Mage = 33.7, SD = 11.8) were predominantly female (63.3%) and Caucasian (84.2%). Childhood emotional abuse (M = 11.24, SD = 6.60) was significantly associated with self-hate (M = 10.35, SD = 6.13, r = 0.33, p

childhood emotional abusesomatic symptomsself-hatemediationnegative affectivity
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Note pratiche sull’utilizzo del piano
Francesco Gazzillo
02/06/2025•Control-Mastery Theory

In queste poche pagine vorrei condividere con il lettore alcune osservazioni, fatte nel corso di più di dieci anni di pratica clinica e riflessione teorica nell’ottica della Control-Mastery Theory. Per chi lavora da questa prospettiva, la centralità del concetto di piano e della sua formulazione è ovvia: noi pensiamo che i pazienti vengano in terapia con un loro piano in gran parte inconscio, e che il compito del clinico è quello di comprendere questo piano, formularlo nel modo più preciso possibile dopo le prime due o tre sedute, e poi seguirlo.

control mastery theoryformulazione del pianofrancesco gazzilloil piano
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Modelli di risposta sessuale, sexual agency e credenze patogene. Un’ipotesi di intervento sulle problematiche sessuali in ottica Control-Mastery Theory
Omar Bellanova
18/04/2025•Control-Mastery Theory

La sessualità rappresenta uno degli aspetti più complessi e affascinanti dell’esperienza umana, influenzando identità, relazioni e benessere psicologico. In passato, quando una problematica sessuale emergeva in una terapia di matrice cognitivo-comportamentale, si tendeva a trattarla con un intervento separato e mirato e con un focus specifico sulla risoluzione del problema. Questo approccio derivava da modelli orientati prevalentemente alla risoluzione dei sintomi e agli aspetti emotivi e cognitivi ad essi associati (Fenelli, Lorenzini, 1999; Meston, Buss, 2007).

Terapia SessualeControl-Mastery TheoryAgentività SessualeCredenze PatogenePiano Inconscio
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
L’eterna condanna di Narciso
Eleonora Fiorenza
16/01/2025•Control-Mastery Theory

Di narcisismo si è parlato e scritto tanto. Il primo a introdurre tale concetto in psicoanalisi è stato Freud nel 1914 con il suo scritto “Introduzione al narcisismo”. Kohut (1977), a differenza di Freud che vedeva il fenomeno del narcisismo come un investimento libidico dell’Io e come una fase dello psicosessuale il cui superamento è essenziale per accedere alla salute mentale, propone l’esistenza di un narcisismo sano che si manifesta, nelle diverse fasi dello sviluppo, in forme diverse, e che comprendere i bisogni di ammirazione, idealizzazione e fratellanza tipici di tutti gli esseri umani. Lo sviluppo di un disturbo narcisistico, in quest’ottica, deriverebbe dall’incapacità dei genitori di fornire al bambino adeguate risposte empatiche, incapacità che può tradursi in critiche eccessive, svalutazione, trascuratezza, difficoltà a incarnare un ideale per il piccolo ecc. Nel DSM-5TR (APA, 2015), oltre ai criteri diagnostici connessi alla presenza di grandiosità, fantasie ipertrofiche, costante necessità di ammirazione, mancanza di empatia, arroganza e invidia, le persone con Disturbo Narcisistico di Personalità mostrano un’eccessiva vulnerabilità alle critiche, sentimenti intensi di rabbia, vergogna e senso di umiliazione, mancanza di consapevolezza del proprio comportamento e delle difficoltà che crea negli altri e difficoltà a stabilire relazioni interpersonali profonde e durature.

NarcisismoOdio di séControl-Mastery TheoryDilemma clinicoTesting
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Due Idee
Francesco Gazzillo
07/01/2025•Control-Mastery Theory

Che cosa significa disconfermare una credenza patogena? Che cosa significa disconfermare una credenza patogena? Una delle espressioni più frequenti nella letteratura sulla Control-Mastery Theory è “disconfermare le credenze patogene del paziente”. Ma che cosa significa? Di primo acchito chiunque può pensare, e augurarsi, che disconfermare una credenza patogena voglia dire che quella credenza viene cancellata, non è più ritenuta vera dal paziente, viene lentamente messa da parte come un lontano ricordo. Ma, come sa chiunque lavori da un po’ di tempo e sia sufficientemente onesto con sé stesso, il caso di una credenza patogena che sia stata cancellata dalla psiche di un paziente o che sia stata resa inattiva in via definitiva è assolutamente raro, seppure sia mai stato registrato.

Disconferma delle credenzeControl-Mastery TheoryCredenze PatogeneSviluppare credenze nuoveUbiquità del piano
Dettagli
Internazionale
Exploring Interpersonal Guilt: Association with Emotion Dysregulation, Mentalization, Frustration Intolerance, and Body Appreciation
Jessica Leonardi, Federico Dazzi, Francesco Gazzillo
01/01/2025•Psychodynamic Psychiatry

This study explored the relationship between different types of interpersonal guilt as conceived according to control-mastery theory and emotion dysregulation, mentalization, frustration intolerance, and body appreciation. We recruited 200 participants to whom we administered the Interpersonal Guilt Rating Scale-20, the Difficulties in Emotion Regulation Scale–Short Form, the Reflective Functioning Questionnaire-8, the Frustration Discomfort Scale, the Body Appreciation Scale-2, and a sociodemographic schedule. The data revealed that self-hate and burdening guilt were positively associated with emotion dysregulation and negatively associated with body appreciation. Frustration intolerance correlated with burdening guilt, while mentalization impairments were linked to self-hate. Both constructs also positively correlated with separation/disloyalty guilt. The findings of this study underline the association between several guilt-related pathogenic beliefs and relevant psychopathological factors such as emotional dysregulation, mentalization difficulties, frustration intolerance, and body dissatisfaction. Among the pathogenic beliefs investigated, a particular role is played by the belief that one is bad, inadequate, and undeserving; the belief that one’s own emotions, needs, and way of being is a burden to other people; and the beliefs that separating physically or psychologically from important others may hurt them. The clinical implications of these finds are discussed.

interpersonal guiltcontrol-mastery theoryemotion dysregulationmentalizationfrustration intolerance
, pp. 53(2), 235–257
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Un doloroso vicolo cieco
Francesco Gazzillo
28/12/2024•Control-Mastery Theory

Nel corso degli ultimi anni mi sono imbattuto più volte in una situazione clinica che ha attirato la mia attenzione. Alcuni pazienti sembravano oscillare tra due posizione opposte ed entrambe dolorose: da una parte avevano la forte spinta a cercare di mettersi in evidenza per cercare di acquisire, per mezzo dei successi raggiunti e dell’ammirazione altrui, un senso del loro valore personale che interiormente sentivano essere scarso; dall’altra, ogni volta che la possibilità di mettersi in evidenza si concretizzava o che riuscivano a farlo, finivano per sviluppare stati di ansia o depressione piuttosto intensi subito prima, durante o dopo il loro successo. Dovevano “primeggiare” per sentire di avere un valore, ma al tempo stesso sentivano di “non meritare le luci della ribalta”.

Odio di séSenso di colpa del sopravvissutoControl-Mastery TheoryGenitori NarcisisticiCredenze Patogene Contraddittorie
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Dottore, chiami un dottore: alcune riflessioni sul lavoro terapeutico con pazienti psicologi
Laura Rosi
28/11/2024•Control-Mastery Theory

Quando ero una studentessa ricordo che per me non era facile mettere effettivamente a fuoco il lavoro dello psicologo, meno che mai quello dello psicoterapeuta. Certo, avevo delle immagini provenienti da film, libri e narrazioni di altri, ma nel concreto non riuscivo a definirne davvero i contorni. Ci riuscii un giorno d’autunno, nei pressi del Gran Sasso, senza intenzione o preavviso.

Paziente psicologoControl-Mastery TheoryRelazione terapeuticaAtteggiamento del terapeutaControtransfert
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
La solitudine del sopravvissuto
Cristina Mazza
18/11/2024•Control-Mastery Theory

Stimolata dalla visione di Parthenope, l’ultimo film di Sorrentino, e dalla lettura dello scritto Note cliniche sul “superamento” dell’odio di sé di Francesco Gazzillo, ho pensato potesse essere di una qualche utilità condividere un’ipotesi che mi torna in mente ogniqualvolta ho a che fare con pazienti con tematiche prevalenti legate al senso di colpa del sopravvissuto, a un certo punto della terapia. “Professoressa, non si sa molto della sua vita personale, perché non si è fatta una famiglia?” “Perché mi sono fatta le domande sbagliate”, risponde la protagonista del film di Sorrentino alle sue allieve, congedandosi dopo quarant’anni di carriera accademica in una delle scene finali del film. Ecco, le domande sbagliate.

Senso di colpa del sopravvissutoSolitudineControl-Mastery TheoryRibellione sanaDifferenziazione
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Riflessioni sul trattamento per mezzo degli atteggiamenti
John Curtis
12/11/2024•Control-Mastery Theory

Tra il 1994 e il 2005 Hal Sampson ha scritto vari articoli su quelli che chiamava “trattamenti per mezzo degli atteggiamenti”. Devo ammettere che quando mi sono imbattuto per la prima volta in questo concetto, presentato in un articolo pubblicato in una newsletter, le SFPRG Process Notes (1994), ne sono rimasto piuttosto deluso. Sembrava un concetto ovvio e che poteva essere sussunto nel concetto di testing. Inoltre, il titolo sembrava suggerire un approccio terapeutico unico, il trattamento per mezzo degli atteggiamenti, cosa confusiva perché Hal descriveva l’atteggiamento come un elemento ubiquitario e centrale in tutti gli approcci terapeutici. Ma, quando ho avuto l’occasione di prendere in considerazione e valutare l’impatto del mio atteggiamento su una paziente che stavo trattando in quel periodo, sono riuscito a comprendere in che modo il mio atteggiamento – e il modo in cui la paziente lo percepiva – avesse un impatto a volte sottile, ma potente, sul modo in cui lei recepiva i miei interventi. Inoltre, sono riuscito a comprendere meglio come le mie interpretazioni e le mie reazioni, spesso inconsce, all’atteggiamento della paziente plasmassero il modo in cui formulavo il suo piano e intervenivo con lei.

Trattamento per mezzo degli atteggiamentiControl-Mastery TheoryAtteggiamento del terapeutaCredenze PatogeneTesting
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Note cliniche sul “superamento” dell’odio di sé
Francesco Gazzillo
10/11/2024•Control-Mastery Theory

Alla fine di una lunga terapia, un paziente con dinamiche predominanti da odio di sé, alla domanda relativa a cosa lo abbia aiutato di più del trattamento e cosa gli sia piaciuto di meno, mi risponde: “Come sa, io ho difficoltà con gli specchi, con la mia immagine allo specchio. Quando mi guardo, non mi piaccio, e per questo non mi riconosco mai del tutto. Ecco, credo che la cosa che mi è piaciuta di meno è che lei per me è stato spesso uno specchio impietoso. E credo anche che sia questa la cosa che mi è servita di più”.

Odio di séAccettazione di séControl-Mastery TheoryAtteggiamento del terapeutaEsperienza Emotiva Correttiva
Dettagli
Internazionale
Notes on some non-psychotic hypochondriacal states
Francesco Gazzillo, Marta Rodini, Gaia Piscopiello, Sveva Angrisani
23/08/2024•International Forum of Psychoanalysis

The aim of this paper is to propose a psychodynamic hypothesis based on control-mastery theory (CMT) about the self-punishment function of some non-psychotic hypochondriacal states. After a review of several major psychoanalytic hypotheses about hypochondria, we will show the main concepts of CMT, an integrative, relational, cognitive-dynamic theory of mental functioning, psychopathology, and therapeutic process that is the theoretical framework that has helped us understand and treat these states in our patients. We will then describe two clinical cases to show how some hypochondriacal states can be interpreted as self-punishments connected to three main kinds of guilt hypothesized by CMT: survivor guilt, burdening guilt, and separation/disloyalty guilt. Finally, we will discuss the implications of these hypotheses.

hypochondriapsychoanalysiscontrol-mastery theoryguilt
Dettagli
Internazionale
Passing tests and using one's attitude to help patients overcome their pathogenic feelings of guilt and shame
Francesco Gazzillo, David Kealy, Eleonora Fiorenza, Marta Rodini
21/08/2024•Journal of Clinical Psychology

Guilt and shame are emotions that, albeit subjectively negative, help humans adapt to their social environment. However, in some cases, there are pathogenic beliefs, shaped over the lifespan that sustain them and make them a source of psychopathological suffering. In this paper we will first briefly show how Control‐Mastery Theory (CMT) considers several types of pathogenic beliefs shaped by traumatic experiences that underly chronic feelings of guilt and shame. We then focus on a clinical case of Livia, a 28 year‐old woman with relational and academic problems suffering mainly from two such types of pathogenic beliefs: burdening guilt and disloyalty guilt. We describe how a) Livia was driven by adverse and traumatic experiences to form some of these pathogenic beliefs, b) how she tested the therapist in order to discover whether he would disconfirm these beliefs, and c) how the therapist was able to successfully pass these tests and provide her with new and healthier interpersonal experiences. The case of Livia will highlight therapists' ability to accurately formulate patients' goals, pathogenic beliefs—including types of guilt‐ and shame‐related beliefs—and traumas. Moreover, the case will illustrate how therapists can pass patients' tests and adopt the right attitude to help patients disprove their pathogenic beliefs and overcome problematic experiences of guilt and shame.

attitudeControl-Mastery Theoryguiltpathogenic beliefsshame
, pp. 1-13
Dettagli
Internazionale
Passing patients’ tests and following patients’ coaching communications in psychotherapy: an empirical study
Francesco Gazzillo, Camilla Mannocchi, John Curtis, Giuseppe Stefano Biuso, Emma De Luca, Ramona Fimiani, Eleonora Fiorenza, Federica Genova, Michela La Stella, Jessica Leonardi, Martina Rodomonti, George Silberschatz
15/05/2024•Counselling Psychology Quarterly

According to Control-Mastery Theory, patients attend therapy with an unconscious plan to achieve adaptive goals and disprove their pathogenic beliefs. One important way patients work to disconfirm these beliefs is by testing them. Moreover, patients coach their therapists on what they need at different times during their treatment. The aim of this study is to expand the results of previous studies suggesting that therapists’ responses that support patients’plan predict progress. We investigated whether therapists’ ability to pass patients’ tests correlated with patients’ improvement in the following session and whether their ability to follow patients’ coaches correlated with immediate improvement. Transcriptions of 98 sessions from six brief psychodynamic psychotherapies wer assessed by 12 independent raters. The patients’ plans were formulated, and tests and coaching communications were identified. The accuracy of the therapist’s responses to these tests and coaches was rated, and the impact of the therapist’s interventions on the patient’s following communication was measured. The results showed that when a therapist’s intervention passes a patient’s tests, patients show signs of improvement both immediately and in the following session, and when therapists follow patients’ coaches, patients show signs of immediate improvement. The clinical implications and limitations of the findings are discussed.

Control-Mastery Theorytestingcoaching communicationspsychotherapypathogenic beliefs
, pp. 1-27
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Su alcuni “amori” irrinunciabili
Francesco Gazzillo, Sveva Angrisani
08/04/2024•Control-Mastery Theory

Il fenomeno clinico su cui vorremmo attirare la vostra attenzione, e che vorremmo approfondire con il tempo, potrebbe essere descritto così: ci sono alcune persone che frappongono tra sé e l’oggetto di cui si innamorano quella che vorremmo descrivere come una fantasia romantica relativa a sé, all’oggetto e alla relazione che deve esserci tra sé e l’oggetto. Questa fantasia si configura come uno o più scenari che permettono alla persona di vivere proprio le esperienze sentimentali che cerca per appagare i suoi bisogni amorosi e disconfermare le sue credenze patogene. Ma fino a qui non ci sono grandi differenze rispetto a ciò che a nostro parere accade in tutti gli innamoramenti.

Fantasia romanticaControl-Mastery TheoryOdio di séSenso di colpa del sopravvissutoCredenze Patogene
Dettagli
Internazionale
Guilt over success, impostor phenomenon, and self-sabotaging behaviors
Ramona Fimiani, Camilla Mannocchi, Bernard S. Gorman, Francesco Gazzillo
17/02/2024•Current Psychology

Impostor phenomenon refers to the psychological feeling of intellectual phoniness. It can favor failures and support a scarce perception of one’s own competence in order to protect social relations. The aim of this study was to investigate, with a longitudinal design, the contribution of fear of success and guilt over success in the experience of impostor phenomenon and its connections to maladaptive behaviors, such as submission and self-handicapping tendency. We assumed that impostor phenomenon would mediate the relationship between fear of success, guilt over success, and distress related to it, on one hand, and self-handicapping and submissive behavior on the other. Moreover, several personality variables were tested as potential predictors and protection factors against impostor phenomenon. As expected, we found a positive relationship between fear of success, guilt over success, and impostor phenomenon, and a positive relationship between impostor phenomenon and a tendency toward submitting and self-handicapping. Our findings suggest that the tendency to experience guilt and distress about success and the preoccupation with the impact of one’s own success on our important relationship predicted, both directly and with the mediation of impostor phenomenon, the tendency to submit and self-handicap.

Impostor phenomenonInterpersonal guiltFear of successSociotropy
Vol. 43, pp. 19081–19090
Dettagli
Internazionale
Chronic couple conflictuality according to control-mastery theory
Eleonora Fiorenza, Francesco Gazzillo, Camilla Mannocchi, Marianna Santodoro, Clarissa Di Filippo, Valeria Crisafulli
01/01/2024•Journal of Psychotherapy Integration

This article aims to highlight how chronic couple conflictuality can be read from the control-mastery theory perspective. Some empirically grounded couple conflictuality models are reviewed and discussed, particularly regarding researchers’ tendency to focus on specific ways of dealing with conflicts, and the presence of a specific relational pattern, the demand/withdraw style, which seems to be particularly present among high-conflict couples. The article further presents an overview of the psychodynamic and systemic literature on couple conflictuality, in which three basic ways of reading conflict emerge: as an outcome of projective identification mechanisms; as a consequence of deficits in mentalization and affective regulation; and as a breakdown of dysfunctional communication strategies. The main control-mastery theory concepts also are presented, with a particular focus on its application to couple conflicts. According to this perspective, chronic couple conflictuality results from the repetition of vicious relational circles—that is, mutually failed tests by partners that give rise to negative escalations and couple dissatisfaction. A sample of clinical material from couple therapy is presented to exemplify this idea.

couple conflictcontrol-mastery theorydemand/withdraw stylementalizationcouple therapy
Vol. 34, N. 4, pp. 434–449
Dettagli
Internazionale
Testing and treatment-by-attitude in psychotherapy for pathological narcissism: A clinical illustration
David Kealy, Francesco Gazzillo
07/11/2023•Journal of Clinical Psychology

Pathological narcissism is a personality constellation comprising distorted self‐image, maladaptive self‐esteem regulation, and difficulties in intimate relationships. Patients with elevated pathological narcissism may not necessarily meet criteria for narcissistic personality disorder, and may seek treatment for a range of mental health concerns across various clinical settings. An understanding of key principles of control‐mastery theory (CMT) can help clinicians understand the specific goals and challenges of the individual patient with pathological narcissism, and can illuminate ways in which the patient may work in psychotherapy. This paper outlines how patients with pathological narcissism may engage in testing of their pathogenic beliefs, and how therapists can respond in ways that facilitate the patient's sense of safety and foster psychological work. The role of the therapist's attitude is highlighted as a means for countering pathogenic beliefs associated with pathological narcissism. Clinical material from a single case of time‐limited supportive psychotherapy will be used to illustrate these principles and associated therapeutic processes. Insights from CMT regarding pathogenic beliefs and the patient's plan for addressing them can help to explain how therapy works or does not work for patients with pathological narcissism.

case formulationcontrol-mastery theoryidentitynarcissismpsychotherapy
, pp. 1-14
Dettagli
Internazionale
Vicious Relational Circles and Chronic Couple Conflictuality: An Empirical Study
Fiorenza Eleonora, Crisafulli Valeria, Carpentieri Renato, Emma De Luca, Clarissa Di Filippo, Michela La Stella, Leonardi Jessica, Mannocchi Camilla, Rodomonti Martina, Rosi Laura, Santodoro Marianna, Gazzillo Francesco
25/10/2023•Journal of Contemporary Psychotherapy

The study aims to empirically assess the control-mastery theory hypothesis that considers chronic couple confictuality as the repetition of relational vicious circles—that is, interactions where both partners test their pathogenic beliefs and fail their reciprocal tests, confrming their reciprocal pathogenic beliefs. In addition, the study aims to verify if interpersonal guilt is more activated during couple conficts. Our study involved 11 couples treated by four experienced therapists and nine trained, independent judges who, after reading verbatim transcripts of the couples’ psychotherapy sessions, used the Patient Scale of Couple Testing (PSCT), and the Patient Interpersonal Guilt Rating Scale (PIGRS) to rate segments of couple sessions. The results were obtained by applying generalized estimating equations and confrm our hypotheses: we could observe a greater presence of testing activity and confrmation of pathogenic beliefs in segments classifed as confictual for both partners and a stronger presence of interpersonal guilt in confictual versus nonconfictual interactions. These fndings support the idea that confict interactions can be seen as failed attempts by both partners to disconfrm their pathogenic beliefs.

Chronic couple conflictualityControl-mastery theoryCouples therapyVicious relational circles
Dettagli
Internazionale
Guilt, Shame, Empathy, Self-Esteem, and Traumas: New Data for the Validation of the Interpersonal Guilt Rating Scale-15 Self-Report (IGRS-15s)
Filippo Faccini, Francesco Gazzillo, Bernard S Gorman
02/10/2023•Control-Mastery Theory

The aim of this paper is to present further data for the validation of the Interpersonal Guilt Rating Scale-15 self-report (IGRS-15s; Gazzillo et al., 2018). We recruited a sample of 448 subjects, to whom we administered the IGRS-15s together with other empirically validated measures for the assessment of social desirability, shame, self-esteem, empathy, mental health and therapeutic alliance. In line with our hypotheses, the previously established three-factor structure of the IGRS-15s (Survivor guilt, Omnipotence guilt, and Self-hate) was confirmed. Moreover, the internal consistency and test-retest reliability of IGRS-15s were adequate to good. All the IGRS-15s factors were negatively correlated with self-esteem and mental health and positively correlated with shame; Survivor guilt and Omnipotence guilt were positively correlated with empathy; Survivor guilt and Self-hate negatively affected therapeutic alliance; and different traumas had different, theoretically predictable, impacts on the different kinds of guilt. Overall, these data support the reliability and validity of the IGRS-15s.

CMTIGRS-15sinterpersonal guiltshametraumas
Dettagli
Internazionale
Burdening guilt: Theoretical and clinical features
Francesco Gazzillo, Jessica Leonardi
24/08/2023•International Forum of Psychoanalysis

The aim of this paper is to explore the theoretical and clinical features of burdening guilt according to control-mastery theory (CMT), an integrative, relational cognitive-dynamic theory of mental functioning, psychopathology, and psychotherapy. CMT posits that burdening guilt stems from the belief that one’s emotions, needs, and way of being are a burden to significant others. After having introduced some research data about the belief of being a burden to others, we will point out how CMT explains this belief in light of a coherent theory of development, emphasizing its connection with early traumatic or adverse experiences with caregivers that give rise to the formation of pathogenic beliefs. These beliefs are mostly unconscious, and influence the way people make sense of themselves and their reality, giving rise to symptoms, inhibitions, and maladaptive personality traits that obstruct the achievement of healthy and adaptive goals. We will then compare burdening guilt with omnipotent responsibility guilt and self-hate, highlighting the points of contact and the differences between these types of interpersonal guilt. Subsequently, we will point out the “double nature” of burdening guilt, describing how it represents both a self-blame for what one is, and the expression of the need to take care of important others. Finally, we will propose a clinical vignette to illustrate some manifestations of burdening guilt in the therapeutic context.

control-mastery theorypathogenic beliefsburdening guiltunconscious guiltpsychotherapy
, pp. 39-50
Dettagli
Internazionale
Assessing Burdening Guilt and Its Correlates
Jessica Leonardi, Francesco Gazzillo, Bernard Gorman, Marshall Bush
01/01/2023•Psychodynamic Psychiatry

Burdening guilt refers to the belief that one’s emotions, needs, and ways of being are a burden to others, and is one type of interpersonal guilt proposed by the control-mastery theory (CMT). The aim of this article is to validate two new measures of burdening guilt. In the two studies conducted, we examined the psychometric properties of these scales and the relationship between bur- dening guilt and self-perceived burden (burdensomeness), self-esteem, shame, anxiety, depression, mental health, attachment insecurity, adverse childhood experiences, social desirability, empathy, and suicidal ideation. In Study 1, we presented a newly developed Burdening Guilt Rating Scale (BGRS) and its correlation with measures of the abovementioned dimensions. In Study 2 we verified, through confirmatory factor analysis and correlation techniques, the possibility of expanding the Interpersonal Guilt Rating Scale-15 with a shorter, 5-item burdening guilt scale derived from the BGRS, and showed that this shorter scale correlates similarly to the longer one. Findings allowed us to validate these new scales providing empirical measures of burdening guilt—a theoretical concept with important clinical implications.

Burdening guiltcontrol-mastery theory (CMT)burdensomenessself-esteemshame
Vol. 51, N. 4, pp. 479-499
Dettagli
Internazionale
Safety in control-mastery theory
Eleonora Fiorenza, Marianna Santodoro, Nino Dazzi, Francesco Gazzillo
01/01/2023•INTERNATIONAL FORUM OF PSYCHOANALYSIS

This study presents an overview of the development of the main psychoanalytic conceptions regarding safety, an aspect that has received increasing attention within the psychoanalytic literature. After describing the hypotheses of Sigmund Freud, Joseph Sandler, John Bowlby, and Harry Stack Sullivan, the study focuses on the ideas proposed by Joseph Weiss and on control-mastery theory (CMT), a cognitive-dynamic relational theory of mental functioning, psychopathology, and psychotherapy. Unlike other models, CMT stresses that human beings need to feel that both themselves and the people they love are safe; each person, however, may need something different to feel safe. Two clinical vignettes are used to illustrate how the therapist can understand, from the outset of the therapeutic process, how to help the patient feel safe, stressing the case-specific nature of the conditions of safety.

psychoanalysissafetycontrol-mastery theoryplanpsychotherapy
, pp. 1-12
Dettagli
Internazionale
The therapeutic effects of the therapists’ ability to pass their patients’ tests in psychotherapy
Ramona Fimiani, Francesco Gazzillo, Bernard Gorman, Jessica Leonardi, Giuseppe Stefano Biuso, Martina Rodomonti, Camilla Mannocchi, Federica Genova
27/12/2022•Psychotherapy Research

According to Control-Mastery Theory (CMT)—a cognitive-dynamic relational theory of mental functioning, psychopathology, and psychotherapy—patients come to therapy with an unconscious plan to disprove their pathogenic beliefs and achieve adaptive goals. One of the primary ways patients work to disconfirm their pathogenic beliefs is by testing them within the therapeutic relationship. The present study aimed to replicate and expand the results of previous studies suggesting that therapists’ responses that disconfirmed patient’s pathogenic beliefs were predictive of patients’ within-session progress. Moreover, we wanted to investigate whether these interventions correlated with the therapeutic alliance. Transcriptions of 81 sessions from five brief psychodynamic psychotherapies were assessed by 11 independent raters. For each case, the patient’s plan was formulated and tests identified, the accuracy of the therapist’s responses to these tests was rated, and the impact of the therapist’s interventions on the patient’s subsequent communications and their relationship with the therapeutic alliance was measured. The results supported the central hypothesis of the CMT that when the therapist’s interventions passed the patient’s tests, the patient showed signs of improvement. Moreover, the ability of the therapist to pass the patient’s tests correlated with the therapeutic alliance. The clinical implications and the limitations of these findings are discussed, together with the relevance of a good case formulation for clinicians’ optimal responsiveness.

Control Mastery Theoryprocess researchpatient’s plantesting activitytherapeutic alliance
Dettagli
Internazionale
The plan formulation method: An empirically validated and clinically useful procedure applied to a clinical case of a patient with a severe personality disorder
Francesco Gazzillo, John Curtis, George Silberschatz
07/12/2022•Journal of Clinical Psychology

The plan formulation method (PFM) is an empirically validated procedure for identifying a patient's goals for therapy, what is hindering the patient from attaining those goals, and how the patient is likely to work in therapy. In this paper, we employ the PFM to analyze the initial psychotherapy sessions of Geena, a 30‐year‐old outpatient with borderline personality disorder and relational and substance abuse problems. Employing the PFM, we identify a family of pathogenic beliefs (e.g., that she is unlovable and unworthy; that her parents will be hurt if she has satisfying intimate relationships) that Geena sought to disprove in her therapy and explain how she worked with the therapist to do so. We illustrate how the PFM can help the therapist identify what information and what types of interventions will be helpful for a given patient.

case-specific approachcontrol-mastery theoryplan formulationplan formulation method
, pp. 1-13
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Qualche nota clinica sulla psicoterapia con pazienti narcisisti
Cynthia Shilkret
16/10/2022•Control-Mastery Theory

Il Trattamento dei Pazienti Narcisistici Oggi vi parlerò del trattamento delle persone con significative vulnerabilità narcisistiche. La CMT ha sempre sottolineato l’importanza del senso di sicurezza nella relazione terapeutica. Ma sentirsi al sicuro è particolarmente difficile per i pazienti con patologia narcisistica. A causa delle loro passate esperienze di umiliazione, questi pazienti vedono la psicoterapia (e le relazioni intime) come situazioni in cui potrebbero essere umiliati. E, più in particolare, avvertono il pericolo di essere umiliati dalle interpretazioni fatte dal terapeuta perché le vivono come una prova del loro essere vergognosamente difettosi in quanto gli comunicano qualcosa su se stessi che non loro sanno già.

Pazienti NarcisisticiControl-Mastery TheoryUmiliazioneSenso di sicurezzaTrattamento per mezzo dell’atteggiamento
Dettagli
Internazionale
Testing and treatment-by-attitude in psychotherapy for pathological narcissism: A clinical illustration
David Kealy, Francesco Gazzillo
02/10/2022•

Pathological narcissism is a personality constellation comprising distorted self-image, maladaptive self-esteem regulation, and difficulties in intimate relationships. Patients with elevated pathological narcissism may not necessarily meet criteria for narcissistic personality disorder, and may seek treatment for a range of mental health concerns across various clinical settings. An understanding of key principles of control-mastery theory (CMT) can help clinicians understand the specific goals and challenges of the individual patient with pathological narcissism, and can illuminate ways in which the patient may work in psychotherapy. This paper outlines how patients with pathological narcissism may engage in testing of their pathogenic beliefs, and how therapists can respond in ways that facilitate the patient's sense of safety and foster psychological work. The role of the therapist's attitude is highlighted as a means for countering pathogenic beliefs associated with pathological narcissism. Clinical material from a single case of time-limited supportive psychotherapy will be used to illustrate these principles and associated therapeutic processes. Insights from CMT regarding pathogenic beliefs and the patient's plan for addressing them can help to explain how therapy works or does not work for patients with pathological narcissism.

case formulationcontrol-mastery theoryidentitynarcissismpsychotherapy
Dettagli
Internazionale
The Plan Formulation Method from Control Mastery Theory and Management of Countertransference
Francesco Gazzillo, Marshall Bush, David Kealy
01/10/2022•Psychodynamic Psychiatry

The aim of this article is to show how the plan formulation method (PFM), an empirically validated method for case formulation based on control mastery theory (CMT), can help clinicians make sense of and use what they feel during sessions to better understand and treat their patients. We give a brief overview of the main psychoanalytic conceptions about countertransference, provide a brief introduction to CMT, and describe the concept of the plan and the PFM. We then show, using several brief clinical examples, how the components of the plan (patient’s goals, pathogenic beliefs, traumas, tests, and insights) may help understand clinicians’ in-session feelings.

countertransferenceclinicians’ emotionscontrol mastery theoryplan formulation methodtesting
Vol. 50, N. 4, pp. 639-658
Dettagli
Internazionale
"Toward a More Comprehensive Understanding of Pathogenic Beliefs: Theory and Clinical Implications" di Francesco Gazzillo
Francesco Gazzillo
05/09/2022•Journal of Contemporary Psychotherapy

According to Control-Mastery Theory, an integrative cognitive-dynamic theory of mental functioning, psychopathology, and psychotherapy process, functional psychopathology derives from pathogenic beliefs. Pathogenic beliefs associates a healthy and adaptive goal to a danger, are generally developed during the developmental period to adapt to traumas and are unconsciously tested by patients in psychotherapy to be disproved. We propose the existence of pathogenic beliefs that are mainly encoded as bodily tensions, sensations, emotions, intensions, mental images and expectations, and only secondarily or not at all as words. These non-verbal pathogenic beliefs painfully affect patients’ bodily states, emotions and behaviours without the patients being able to understand the reasons of their own sensations, reactions and actions. In order to dis- prove these non-verbal pathogenic beliefs in therapy, it is not enough that clinician help their patients make them explicit; clinicians have also to adapt their overall attitude, non-verbal and paraverbal communications, and to adjust the setting, the nuances and the “atmosphere” of the therapeutic relationship according to the specific developmental traumas that gave rise to these beliefs, the goals thwarted by them and to how the patient test them. The disconfirmation of pre-verbal pathogenic beliefs may also be facilitated by psychotherapy techniques that address the problems of patients on a bodily level. In order to disprove preverbal pathogenic beliefs, an embodied corrective emotional experience is needed.

Control-Mastery TheoryPathogenic beliefsTraumaTestPsychotherapy
Dettagli
Internazionale
Understanding interpersonal guilt: Associations with attachment, altruism, and personality pathology
Jessica Leonardi, Francesco Gazzillo, Bernard S. Gorman, David Kealy
01/07/2022•Scandinavian Journal of Psychology

The aim of this article is to empirically investigate the relationships among interpersonal guilt, as conceived within control-mastery theory (CMT), and attachment, altruism, and personality pathology in an English-speaking sample. An online sample of 393 participants was recruited to complete the Interpersonal Guilt Rating Scale self-report version-15 (IGRS-15s), together with other empirically validated measures for the assessment of attachment, altruism, and personality pathology. On the basis of previous studies conducted in Italian-speaking samples, we hypothesized that survivor guilt, separation/disloyalty guilt, and omnipotent responsibility guilt would be associated with attachment anxiety and avoidance, altruism, and personality pathology; self-hate was hypothesized to be associated only with attachment anxiety and avoidance and personality pathology. Analyses examined bivariate associations as well as the network of partial correlations among variables. The results largely confirmed hypothesized associations, with self-hate evincing the strongest unique association with personality dysfunction. Findings provide a basis for further research regarding interpersonal guilt and personality and relational functioning, with potential implications for clinical conceptualizations of the role of guilt in psychopathology.

interpersonal guiltcontrol-mastery theoryattachmentaltruismpersonality pathology
, pp. 1-8
Dettagli
Internazionale
Patients’ Tests and Clinicians’ Emotions: A Clinical Illustration
Francesco Gazzillo, David Kealy, Marshall Bush
24/02/2022•Journal of Contemporary Psychotherapy

Psychotherapists can experience various kinds of emotions in response to their patients’ communications and behaviors over the course of therapy. These may be understood in the context of interpersonal dynamics associated with patients’ testing activity. The concept of testing, as part of the patient’s plan for therapy, is explained from the perspective of Control-Mastery Theory. Different kinds of testing behaviors, aimed at disconfirming the patient’s pathogenic beliefs, may evoke different emotions in the therapist. Understanding the patient’s testing strategies can help to make sense of the therapist’s emotional reactions, manage countertransference, and guide therapeutic responses. This paper describes testing behaviors, according to the patient’s compliance and non-compliance with pathogenic beliefs, along with corresponding therapist emotional responses. A descriptive clinical case is provided to illustrate various tests and their associated emotional reactions within a therapy session.

CountertransferencePsychotherapyTherapist emotionsTestingControl-mastery theory
Vol. 52, N. 1, pp. 1-10
Dettagli
Internazionale
Description and First Steps Toward the Empirical Validation of the Plan Formulation Method for Couples
Martina Rodomonti, Valeria Crisafulli, Sveva Angrisani, Emma De Luca, Silvia Mazzoni, Francesco Gazzillo
24/02/2022•Journal of Contemporary Psychotherapy

The aim of this paper is to empirically assess the reliability of the plan formulation method for couples, a procedure for formulating the case, planning, and monitoring the couple therapies according to control-mastery theory. We hypothesized that when couples are looking for couple therapy, they have an unconscious couple’s plan for the therapy, which includes the couple’s goals; the pathogenic beliefs that the partners want to disprove; the traumas from which these beliefs originated and that the partners want to master; the vicious relational circles that make the couple suffer and that the couple wants to break; the virtuous relational circles that are expressions of the couple’s resources and that the couple wants to fuel; and the relational insights that may help the couple get better. Our study involved 15 couples treated by four experienced therapists. Four raters independently formulated each couple’s plan based on the first three sessions following a standard procedure, and we calculated the intraclass correlation for pooled judges’ ratings. For a subsample of three couples—who before and after treatment had completed the dyadic adjustment scale (DAS) and the outcome questionnaire-45.2 (OQ-45.2)—the compatibility of the therapists’ interventions with the couples’ and partners’ plans was assessed. The relationship between the ratings of compatibility, DAS and OQ-45.2, was assessed. The results showed excellent interjudge reliability for each couple’s plan formulation (average ICC=0.82), attesting to the validity of the procedure; and preliminary data on the therapeutic process suggested that therapists’ interventions compatible with couple’s plans could help partners achieve good outcomes.

Couple therapyPlan formulation method for couplesControl-mastery theoryChange mechanismsProcess-outcome study
Vol. 52, N. 1, pp. 1-10
Dettagli
Internazionale
Patients’ tests and clinicians’ emotions: A clinical illustration
F. Gazzillo, D. Kealy, M. Bush
01/01/2022•Journal of Contemporary Psychotherapy: On the Cutting Edge of Modern Developments in Psychotherapy

Psychotherapists can experience various kinds of emotions in response to their patients’ communications and behaviors over the course of therapy. These may be understood in the context of interpersonal dynamics associated with patients’ testing activity. The concept of testing, as part of the patient’s plan for therapy, is explained from the perspective of Control-Mastery Theory. Different kinds of testing behaviors, aimed at disconfirming the patient’s pathogenic beliefs, may evoke different emotions in the therapist. Understanding the patient’s testing strategies can help to make sense of the therapist’s emotional reactions, manage countertransference, and guide therapeutic responses. This paper describes testing behaviors, according to the patient’s compliance and non-compliance with pathogenic beliefs, along with corresponding therapist emotional responses. A descriptive clinical case is provided to illustrate various tests and their associated emotional reactions within a therapy session.

testingControl-Mastery Theorypathogenic beliefscountertransferencetherapist emotions
Vol. 52, N. 3, pp. 207–216
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Riflessioni sulla tipologia dei sensi di colpa e sugli intrecci tra senso di colpa da Burdening e odio di sé" di Gabriele De Gabrielis
Gabriele De Gabrielis
04/11/2021•Control-Mastery Theory

Quando lessi per la prima volta Fidarsi dei pazienti (Gazzillo, 2016; 2021) ebbi una reazione che mi colpì molto, un misto di curiosità ed entusiasmo da una parte e di dubbio e innumerevoli interrogativi dall’altra. La prima era riconducibile al mio entrare in contatto con concetti che spiegavano aspetti quotidiani che riguardano tutti noi in un modo talmente sensato, coerente e di buon senso che mi dissi: “Come hai fatto a non notare prima tutte queste cose che sono sempre state sotto i tuoi occhi?”.

Senso di colpa da burdeningOdio di séControl-Mastery TheorySensi di Colpa InterpersonaliCredenze Patogene
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"Gli incubi nella Control Mastery Theory: Una finestra sulle credenze patogene e sul piano delle vittime di tortura" di Marzia Albanese
Marzia Albanese
04/11/2021•Control-Mastery Theory

All’interno della vasta gamma della sintomatologia post-traumatica, i disturbi del sonno occupano indubbiamente un posto di particolare rilievo (Forbes et al., 2001; Kilpatrick et al., 1998; Neylan et al., 1998; Aurora et al., 2010) e consistono in: difficoltà nell’addormentamento, mantenimento del sonno e persistenza di incubi notturni (Harvey et al, 2003). Queste conseguenze fanno parte di una tipica e normale risposta al trauma (Pillar et al, 2000) tanto che il DSM elenca da sempre gli incubi all'interno del cluster sintomatologico di reexperiencing dell’evento traumatico (Cluster B) e la difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno, all'interno del cluster di sintomi relativi all’iper-arousal (Cluster D). Diversi studi (Kato et al., 1996; Goldstein et al, 1987; Kuch & Cox, 1992) hanno permesso di analizzare nel tempo il forte impatto traumatico che ha un evento sulla popolazione coinvolta, evidenziando l’imprescindibile legame tra trauma e disturbi del sonno.

Control Mastery TheoryIncubiDPTSTraumaFunzione Adattiva dei Sogni
Dettagli
Internazionale
The Adaptive Function of Fantasy: A Proposal From the Perspective of Control-Mastery Theory
Martina Rodomonti, Francesco Fedeli, Emma De Luca, Francesco Gazzillo, Marshall Bush
07/10/2021•Psychoanalytic Psychology

The aim of this paper is to show the evolution of the psychoanalytic conception of fantasy/phantasy from a psychic activity aimed at denying reality and/or fulfilling frustrated wishes to a tool useful for adapting to reality. We will then review some recent findings of empirical research on imagination and mental simulation showing how these activities, and mind wandering in general, is expression of the constant effort of the psyche to set and pursue adaptive goals, to elaborate and test plans, and to master and solve problems and traumas. Finally, we will show how these empirical data are consistent with the conception of fantasy proposed by the control-mastery theory (CMT; Gazzillo, 2016; Silberschatz, 2005; Weiss, 1993), an integrated cognitive-dynamic relational theory of psychic functioning, psychopathology, and psychotherapy developed and tested in the last 40 years by the San Francisco Psychotherapy Research Group.

adaptationfantasycontrol-mastery theory
Vol. 38, N. 1, pp. 1-11
Dettagli
Internazionale
Survivor guilt: Theoretical, empirical, and clinical features
Ramona Fimiani, Francesco Gazzillo, Nino Dazzi, Marshall Bush
15/09/2021•International Forum of Psychoanalysis

The aim of this paper is to give the reader an overview of several theoretical, empirical, and clinical features of survivor guilt, and to integrate recent contributions of psychodynamic theory and, in particular, of control-mastery theory into the understanding of the concept alongside the latest findings in social psychology about it. After introducing the concept of survivor guilt and its origins in clinical observations on the consequences of having survived severe traumas (e.g., internment in concentration camps), we will discuss the findings in social psychology on the concept of survivor guilt in everyday social interactions, which is based on a conception that does not connect it strictly to severe traumas. We will then focus our attention on clinical observations and empirical research studies about survivor guilt, discussing the hypotheses developed by several control-mastery theorists about its role in psychopathology. Finally, we will illustrate some manifestations of survivor guilt with a brief clinical vignette.

survivor guiltself-punishmenttraumaspsychopathologycontrol-mastery theory
Vol. 30, N. 2, pp. 1-16
Dettagli
Internazionale
The Plan Formulation Method for Adolescents (PFM A): Personalizing Psychotherapy for Adolescents
Emma De Luca, Giorgia Abate, Francesco Gazzillo, John Curtis
08/06/2021•Journal of Infant, Child, and Adolescent Psychotherapy

The aim of this paper is to show how the Plan Formulation Method, an empirically validated and clinically useful assessment procedure, can be adapted to the therapy of adolescents. According to Control-Mastery Theory, patients come to therapy with an unconscious plan to achieve their goals, disconfirm their pathogenic beliefs, and master their traumas. PFM is a procedure aimed at formulating the unconscious plan of a patient with high levels of reliability and it articulates this plan in five components: the goals that the patient wants to achieve, the obstructions to these goals, the traumas which have given rise to these obstructions, the way the patient will try to overcome these obstructions during the therapy (tests), and the insights that the patient needs to achieve in order to get better. To apply this method to adolescent therapy, we added two components: the vicious relational circles between adolescents and their relevant others which support the patient’s problems and that the patient wants to break, and the experience the adolescent needs in order to get better. Each component will be explained with the help of a clinical case. The possible applications of the PFM to adolescents both in clinical and research contexts will be discussed.

CMT
, pp. 1-21
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"Conflitti di coppia e terapia di coppia in ottica CMT: una breve introduzione" di Eleonora Fiorenza
Eleonora Fiorenza
28/05/2021•Control-Mastery Theory

Il conflitto coniugale è uno degli aspetti più studiati delle relazioni di coppia (Gottman, 2014) in quanto fattore che si associa a sentimenti, cognizioni e pensieri negativi per le coppie e le famiglie; gli affetti principali connessi al conflitto sono irritazione, delusione e risentimento (Sears, Repetti, Reynolds, Rebels & Krull, 2016; Manalel, Birditt, Orbuch, & Antonucci, 2019). Il conflitto è considerato un fattore di rischio generico che impatta sul benessere sia mentale, sia fisico, sia familiare (per una panoramica, Fincham & Beach, 1999); dal punto di vista della salute mentale, alcune ricerche evidenziano una relazione tra conflitto e sviluppo di depressione, disturbi alimentari e abuso di alcol in uno o entrambi i partner (Beach, Fincham, & Katz, 1998; Van den Broucke, Vandereycken, & Norre, 1997; O’Farrel Choquette, & Birchler 1991), che contribuirebbe secondo alcuni autori ad alimentare interazioni ancora più aggressive e asimmetriche (Snyder & Whisman, 2003). Vi sono evidenze di come tensioni e ostilità coniugali abbiano un impatto negativo anche sulla salute fisica, in particolare su alcune malattie come il cancro, i disordini cardiaci e il dolore cronico (Schmaling & Sher, 1997). Si è osservato, inoltre, che il conflitto di coppia, in particolare se connotato da ostilità verbale, ha un impatto importante sull’adattamento e sul benessere emotivo dei figli (Cummings, Vallard, El Sheikh, & Lake, 1991), oltre che sulle loro capacità di problem-solving, senso di autoefficacia (Bernier Jarry-Boileau, & Lacharité, 2014) e stile di attaccamento (Owen & Cox, 1997).

Terapia di coppiaConflitto di coppiaControl-Mastery TheoryCircoli viziosi relazionaliTesting
Dettagli
Internazionale
The adaptive unconscious in psychoanalysis
Jessica Leonardi, Francesco Gazzillo, Nino Dazzi
04/05/2021•International Forum of Psychoanalysis

This paper aims to emphasize the fundamental role of unconscious processes in our adaptation. We will point out how we are able to unconsciously perform higher mental functions such as setting goals and planning how to pursue them, dealing with complex data, and making choices and judgments. In the first part of this paper, we will describe the main features of conscious and unconscious processes as pointed out by recent empirical research studies, and we will see how safety is essential in pursuing our fundamental goals, and how unconscious mental processes are strongly oriented towards preserving our safety and pursuing these goals. Finally, we will discuss control-mastery theory (CMT), an integrative, relational, cognitive-dynamic theory of mental functioning, psychopathology, and psychotherapy processes developed by Joseph Weiss and empirically validated by Weiss, Harold Sampson, and the San Francisco Psychotherapy Research Group over the last 50 years. This conceptualizes unconscious processes starting from this “higher unconscious mental functioning” paradigm and, in accordance with research data, stresses that our main goal is to adapt to reality and pursue adaptive developmental goals while preserving our safety. Three clinical vignettes will help show how the concepts proposed by CMT have important implications for therapeutic process.

adaptive unconsciouscontrol-mastery theoryplantest
Vol. 30, pp. 1-18
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"Sul ruolo delle identificazioni patologiche inconsce" di Jessica Leonardi
Jessica Leonardi
14/04/2021•Control-Mastery Theory

“Dottoressa, in questo sono identico a mia madre”, oppure “mi ha ferito molto il suo essere così e mi sono ripromessa che nella vita sarei stata l’esatto opposto di mio padre”, sono frasi che credo ognuno di noi, pensando alla propria pratica clinica, può richiamare facilmente alla mente. E spesso, altrettanto facilmente, i pazienti sono in grado di fare questo tipo di associazioni senza troppe sollecitazioni da parte nostra, in linea con la tendenza inconscia della nostra mente a rilevare pattern e a giungere rapidamente a conclusioni (Kahneman, 2011). C’è un piano però molto più sottile e profondo di cui i pazienti invece non sono affatto consapevoli: il modo in cui quelle che loro trovano semplici similitudini guidi e orienti inconsciamente i loro pensieri, sentimenti e comportamenti e quale sia nello specifico la funzione che esse hanno.

Identificazioni patologicheControl-Mastery TheoryCredenze PatogeneSensi di ColpaContro-identificazione
Dettagli
Internazionale
Interpersonal guilt, impostor phenomenon, depression, and anxiety
Ramona Fimiani, Jessica Leonardi, Bernard Gorman, Francesco Gazzillo
01/01/2021•Psychology Hub

Impostor phenomenon (Clance, 1985) refers to the psychological experience of individuals who perceive themselves as intellectual frauds and fear of being exposed as impostors. Previous studies suggest that the fear of failure, the fear of success, and low self-esteem are preconditions that foster the occurrence of impostor feelings (e.g., Neureiter & Traut-Mattausch, 2016). The aim of this study was to investigate the relationship between the impostor phenomenon and interpersonal guilt as conceived in Control-Mastery Theory (Faccini et al., 2020), and their association with anxiety and depression. 343 subjects completed the Interpersonal Guilt Rating Scale-15s (IGRS-15s; Faccini et al, 2020), the Clance Impostor Phenomenon Scale (CIPS; Clance, 1985), the State-Trait Anxiety Inventory (STAI; Spielberger et al., 1983), and the Beck Depression Inventory II (BDI II; Beck et al., 1996). As expected, impostor phenomenon was significantly associated with self-hate, survivor guilt and omnipotence guilt. The hypothesis that these kinds of guilt and the impostor phenomenon can contribute to anxiety and depression has also been confirmed. This study suggests that people who experience impostor fears struggle with maladaptive feelings of guilt related to pathogenic beliefs about oneself and significant others, favoring depression and anxiety. Therefore, working on these aspects can be essential in treating these patients.

Interpersonal guiltimpostor phenomenondepressionanxietyControl-Mastery Theory
Vol. 38, N. 2, pp. 31-40
Dettagli
Internazionale
Assessing Guilt in Adolescents According to Control-Mastery Theory: Preliminary Validation Data for the Interpersonal Guilt Rating Scale-15 for Adolescents (IGRS-15-ad)
Emma De Luca, Filippo Faccini, Valentina Mellone, Bernard Gorman, Marshall Bush
01/01/2021•Psychology Hub

The aim of this study is to introduce the Interpersonal Guilt Rating Scale-15 self-report (IGRS-15s) in a sample of adolescents; this scale is a brief self-report tool assessing interpersonal guilt as conceived of in Control-Mastery Theory (CMT; Weiss, 1993), and to assess its psychometric properties. The IGRS-15 self-report (IGRS-15-s; Gazzillo et al., 2018) was constructed based on CMT literature on guilt and on the authors’ clinical experiences, has already been validated in adult samples and slightly modified for its use with adolescents. The sample of adolescents in this study was composed of 238 high-school students whose ages ranged from 12 to 21 years. In order to verify the factor structure of the tool, we performed a confirmatory factor analysis. We subsequently calculated the validity of the measure with Spearman Rho correlation coefficients between IGRS-15s factors and the other measures: the Interpersonal Guilt Questionnaire-67 (IGQ-67; O’Connor, Berry, Weiss, Bush & Sampson, 1997), the Basic Empathy Scale (BES; Jolliffe & Farrington, 2006), and the Rosenberg’ Self-esteem Scale (RSE; Rosenberg, 1965). The data collected support the internal consistency, as well as the concurrent and discriminant validity of the IGRS-15s for adolescents. This paper represents a first step toward the validation of the IGRS-15s for the assessment of interpersonal guilt in adolescence and provides clinicians with an empirically validated tool which may support them in their clinical work

guiltadolescenceassessmentControl-Mastery TheoryIGRS-15-ad
Vol. 38, N. 1, pp. 6-11
Dettagli
Internazionale
Progress in Psychotherapy: The Perspective of Control-Mastery Theory
Martina Rodomonti, Eleonora Fiorenza, Francesco Gazzillo, Nino Dazzi
01/01/2021•Psychodynamic Psychiatry

In the classical psychoanalytic tradition, the patient is seen as unconsciously governed by forces that are at odds with the healing process. But over the years, the concept of resistance against change has been subjected to modifications, and the patient’s contribution to the therapeutic relationship has come to be seen as more oriented to a conscious and unconscious collaboration with the clinician. This article aims to explore a new way of understanding how progress in psychotherapy is achieved and to reframe the therapeutic relationship from the point of view of Control-Mastery Theory (CMT). According to CMT, people are motivated to achieve adaptive goals, to master their traumas, and to feel better; to this purpose, patients unconsciously assume proactive roles in the therapeutic process. Indeed, they work during therapy to disprove their pathogenic beliefs, testing them in the therapeutic relationship, and helping the therapist through coaching behaviors, attitudes, and communications aimed at providing helpful information to understand the components of their own unconscious plan.

Control-Mastery Theorytherapeutic alliancetransference testspassive-into-active testscoaching behaviors
Vol. 49, N. 1, pp. 131-159
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"Su una particolare sequenza di test di alcuni pazienti gravi" di Romana Cuomo
Romana Cuomo
13/12/2020•Control-Mastery Theory

Da terapeuti che fondano la propria pratica clinica o la integrano con la Control Mastery Theory, vi sarà capitato sicuramente di essere oggetto di test da parte dei vostri pazienti, di aver riconosciuto la natura di quei test nel corso della seduta o a posteriori, e di averli superati o meno. Una situazione più complicata, ma con certi pazienti non così rara, può verificarsi quando l’attività di testing di un paziente diventa imprevedibile e non segue più quel modus operandi a cui siamo abituati, ovvero quello in cui il paziente (lavorando su una specifica credenza o su più credenze contemporaneamente) ci racconta, ci chiede o fa qualcosa nella modalità di un test di transfert o da passivo in attivo (espresso per compiacenza o ribellione) e una volta che il test è superato, ci testa più forte e con quella stessa modalità di test. Può accadere, infatti, che un paziente testi più volte di seguito un terapeuta passando in modo rapido ed improvviso da una modalità di testing ad un’altra, ovvero mettendo in atto uno switch da un test a uno completamente diverso nella sua forma ed intensità. Vi è mai capitato, ad esempio nel bel mezzo di una seduta, di riconoscere un test di transfer per compiacenza, di superarlo e tuttavia subito dopo il vostro intervento di essere immediatamente derisi e svalutati?

Sequenza di testControl-Mastery TheoryPazienti graviTest di transfertTest da passivo in attivo
Dettagli
Internazionale
Plan-Compatible Termination in Psychotherapy: Perspectives From Control-Mastery Theory
David Kealy, Francesco Gazzillo, George Silberschatz, John T. Curtis
01/12/2020•Psychotherapy

Termination processes in psychotherapy vary widely across patients, therapists, and therapies. While general guidelines on termination can inform ethical and responsible termination practices, termination decisions and processes are likely optimized using a case-specific approach. Control-mastery theory (CMT) provides a framework for considering the unique ways individual patients work in psychotherapy and can be applied to help therapists understand and facilitate optimal terminations. The present article provides a brief overview of CMT and outlines perspectives regarding the decision-making and discussion of psychotherapy termination, the processing of termination, and the final session of therapy. Question: How can psychotherapy termination be considered and responded to in a case-specific, personalized way? Findings: Control-mastery theory provides a framework for considering the patient’s adaptive goals, pathogenic beliefs, traumas, and tests in determining individualized clinical responses to termination-related issues in psychotherapy. Meaning: Clinicians can help patients disconfirm pathogenic beliefs—through passing their tests—throughout the termination process, including during the final psychotherapy session. Next Steps: Further research is needed to understand patients’ testing strategies specifically in the context of psychotherapy termination.

psychotherapyterminationpersonalizedcase formulationpathogenic beliefs
Vol. 57, N. 4, pp. 508-514
Dettagli
Internazionale
Personalizing Psychotherapy for Personality Disorders: Perspectives From Control-Mastery Theory
Francesco Gazzillo, Nino Dazzi, David Kealy, Romana Cuomo
05/11/2020•Psychoanalytic Psychology

While several empirically supported models for treating personality disorder (PD) are available, researchers and clinicians have continued to advocate for the personalization of psychotherapy to the particular needs and characteristics of the individual patient with severe personality pathology. Control-Mastery Theory (CMT; Gazzillo, 2016; Silberschatz, 2005; Weiss, 1993; Weiss, Sampson, & The Mount Zion Psychotherapy Research Group, 1986) provides a useful framework for understanding personality pathology, and for guiding treatment with individualized case formulation. The present article introduces the basic concepts of CMT and their application in personalizing psychotherapy for patients with severe PDs. According to CMT, patients come to therapy in order to disprove the pathogenic beliefs that obstruct their pursue of healthy and adaptive developmental goals. These pathogenic beliefs were developed to adapt to early traumatic experiences, but end up causing further suffering, inhibitions, and symptoms. For this reason, patients test these pathogenic beliefs within the therapeutic relationship in search of corrective emotional experiences that disprove them. Among patients with severe PDs, such beliefs may be reciprocally contradictory and may be enacted in therapy in multiple different ways, often challenging therapists to respond appropriately. CMT suggests that therapists’ formulation regarding a given patient’s plan—including the nature of the patient’s goals, traumas, pathogenic beliefs, and testing strategies—allow for a personalized approach that will optimize therapy effectiveness.

personalizing psychotherapycontrol-mastery theorysevere personality disorderspatients’ plantesting in psychotherapy
, pp. 1-10
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"La relazione che cura" di Carla Iuliano
Carla Iuliano
15/07/2020•Control-Mastery Theory

Il senso di sicurezza e la possibilità di esplorare le proprie esperienze traumatiche Uno dei principi fondamentali su cui si basa la CMT è che tutti noi essere umani abbiamo come obiettivo quello di riuscire a stare meglio e, per raggiungere questo obiettivo, abbiamo un piano, che può essere più o meno consapevole. Pertanto, tutti i pazienti che ci troviamo di fronte ci chiedono, implicitamente o esplicitamente, di aiutarli a capire e realizzare il loro piano. Il raggiungimento di tale obiettivo è ostacolato da rappresentazioni disfunzionali (credenze patogene) che si sono formate a partire da esperienze significative che sono state in qualche modo traumatiche e che continuano a condizionare il modo in cui interpretiamo la realtà, le nostre scelte, la nostra capacità di stabilire e mantenere relazioni e il modo in cui funzioniamo nelle situazioni. Tali credenze spesso non sono consapevoli e la loro inaccessibilità alla coscienza le rende ancor più difficili da gestire. Esse, infatti, sono inscritte nel cervello emotivo, sono rimosse o implicite, e sono il risultato dello sforzo adattivo rispetto ad un ambiente traumatico e disfunzionale.

Control-Mastery Theory
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"I nodi della conoscenza: disconferma e senso di sicurezza nella relazione terapeutica" di Anna Sicolo
Anna Sicolo
13/07/2020•Control-Mastery Theory

1 L’organizzazione della conoscenza e la dimensione di “sicurezza” Da molti anni, è sempre più evidente come l’individuo sia organizzato psichicamente in modo coerente con il raggiungimento di mete specifiche biopsico-sociali; in particolare, l’essere umano ha bisogno di adattarsi al proprio ambiente e, per farlo, ha bisogno di padroneggiare i propri traumi, programmare i propri obbiettivi, prevedere le conseguenze di un’azione e regolarsi di conseguenza. Questa condizione di padronanza è necessaria all’adattamento alla realtà e, per poter vivere tale dimensione, l’individuo ha bisogno di sperimentare un senso di sicurezza, ha bisogno cioè di riportare al minimo le probabilità, le sensazioni e le situazioni che lo riconducono ad un senso di pericolo e di allarme.

Credenze PatogeneControl-Mastery TheorySenso di sicurezzaDisconfermaTesting
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"Credenze patogene: genesi, funzione e ruolo nella vita psichica nell’ottica della Control – Mastery Theory" di Maria Marino
Maria Marino
13/07/2020•Control-Mastery Theory

Diversi anni fa, durante il primo anno del corso di specializzazione in psicoterapia cognitiva, uno dei miei didatti, introducendoci alla pratica della psicoterapia, ci spiegava quanto il senso di sicurezza fosse centrale per una completa espressione dei propri bisogni e sentimenti, tanto nella vita quotidiana quanto nel corso del colloquio psicoterapeutico. Non solo. Ci spiegò che la mente umana, e quindi, naturalmente, anche la nostra e quella dei nostri pazienti, è predisposta in modo intrinseco ad adattarsi al meglio possibile al proprio ambiente, al fine di poterlo controllare, padroneggiando i propri problemi e le proprie emozioni e perseguendo i propri obiettivi. Un primo importantissimo assunto che derivò da questa spiegazione fu che far sentire al sicuro il paziente è un obiettivo primario e sovraordinato a qualunque tipo di pratica psicoterapeutica.

CMTControl-Mastery TheoryPsicoterapiaSenso di SicurezzaAdattamento
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"Il concetto di test: la messa alla prova delle credenze patogene" di Camilla Mannocchi
Camilla Mannocchi
13/07/2020•Control-Mastery Theory

Il concetto di test è forse uno dei più innovativi della Control-Mastery Theory, nonché uno di quelli dalle maggiori implicazioni cliniche e pratiche, e in questo breve lavoro cercherò di spiegare il perché di questa mia affermazione. La Control-Mastery Theory (CMT; Gazzillo, 2016; Silberschatz, 2005; Weiss, 1993; Weiss, Sampson & The Mount Zion Psychotherapy Research Group, 1986) può essere definita come un modello di matrice relazionale, cognitivo-dinamico, del funzionamento mentale e della psicopatologia.

TestingControl-Mastery TheoryCredenze PatogeneTest di transfertTest da passivo in attivo
Dettagli
Internazionale
Attachment Disorganization and Severe Psychopathology: A Possible Dialogue Between Attachment Theory and Control-Mastery Theory
Francesco Gazzillo, Nino Dazzi, Emma De Luca, Martina Rodomonti, George Silberschatz
11/07/2020•Psychoanalytic Psychology

A good enough theory of psychological functioning and development, and of how psychotherapy works, should take into account recent scientific developments about emotional, motivational, and cognitive functioning. They show how human beings are “wired” to adapt to reality and share a set of evolutionary-based emotions, motivations and skills that are shaped by the cognitive-affective structures (schemas) developed on the basis of the emotionally relevant experiences, in particular of the first years of life. Attachment theory (Bowlby, 1969, 1973, 1980) represents the first real attempt in this direction, although the clinical implications of this theory are still fragmented and not specific enough. We think that control mastery theory (CMT; Weiss, 1993) could be useful for integrating attachment, psychodynamic, and cognitive-evolutionary thinking. Such an integrated model is based on the centrality of adaptation, sense of safety, and real experiences; on the central role of inner representations/beliefs/schemas in linking adverse developmental experiences and attentional strategies, perception organization, emotional reactions, behavior, and psychopathology; and on the necessity to modify this relational knowledge in order to help patients get better. To explore the possible integration between attachment theory and CMT, we will focus on a specific topic, the disorganization of attachment and its psychopathological consequences, and we will illustrate the implications of this integration with a brief clinical example. We chose to focus on attachment disorganization because it is the attachment category more consistently related to psychopathology.

attachment theorydisorganized attachmentcontrol-mastery theorytraumapsychotherapy
Vol. 37, N. 3, pp. 173-184
Dettagli
Internazionale
Pathological Worry and Rumination According to Control-Mastery Theory
Francesco Gazzillo, Jessica Leonardi, Marshall Bush
25/06/2020•Psychoanalytic Psychology

aim of this article is to propose an interpretation of pathological worry and rumination based on the control-mastery theory (CMT), an integrative, relational cognitive-dynamic theory of mental functioning, psychopathology, and psychotherapy process developed by Joseph Weiss and empirically verified by Weiss, Harold Sampson, and the San Francisco Psychotherapy Research Group over the last 50 years. In the first part of this article, we will introduce the basic concepts of CMT and how this theory integrates dynamic and cognitive concepts into a relational theoretical frame. Then, we will review several definitions of pathological worry and rumination and their clinical features and consequences. We will differentiate these processes from the normal reflection processes aimed at solving problems and mastering traumas and will review research data supporting this differentiation. Finally, we will discuss some of the more important cognitive theoretical models for explaining pathological worry and rumination. In the last part of this article, we will describe how CMT can help understand pathological worries and ruminations and their functions. According to CMT, pathological worry and rumination are distortions of normal reflexive thinking often caused by pathogenic beliefs that support interpersonal guilt, and their unconscious aim is often self-punishment. Three clinical vignettes will help us show how CMT can help us understand and treat pathological worry and ruminations.

worryruminationcontrol-mastery theoryguiltself-punishment
, pp. 1-12
Dettagli
Internazionale
Dreaming and Adaptation: The Perspective of Control-Mastery Theory
Francesco Gazzillo, George Silberschatz, Ramona Fimiani, Emma De Luca, Marshall Bush
10/06/2020•Psychoanalytic Psychology

The aim of this paper is to illustrate the meaning and functions of dreams according to control-mastery theory (CMT), a cognitive-dynamic relational theory developed and empirically validated in the last 40 years by the San Francisco Psychotherapy Research Group (Gazzillo, 2016; Silberschatz, 2005; Weiss, 1993a; Weiss, Sampson, & the Mount Zion Psychotherapy Research Group, 1986). CMT stresses how dreams reflect the person’s efforts to adapt to reality; their production is regulated by a safety principle and is an expression of human unconscious higher adaptive functions. According to this model, dreams represent our unconscious attempts to find solutions to emotionally relevant problems. In dreams people think about their main concerns, particularly those concerns that they have been unable to solve by conscious thought alone, and they try to develop and test plans and policies for dealing with them. After having introduced the reader to the main concepts of CMT, we will illustrate the different facets of the CMT model of dreams with several clinical examples. Finally, we will describe the core elements of recently developed models of dream functions and meanings based on empirical research on sleep and dreams, and we will show their substantial compatibility with hypotheses proposed by CMT.

dreamscontrol-mastery theoryadaptationemotional concernpolicies
Vol. 37, N. 3, pp. 185-198
Dettagli
Internazionale
The Plan Formulation Method for Couples
Martina Rodomonti, Valeria Crisafulli, Silvia Mazzoni, John T. Curtis, Francesco Gazzillo
09/05/2020•Psychoanalytic Psychology

This article proposes an adaptation to couple therapy of the Plan Formulation Method, an empirically validated and clinically useful assessment procedure for planning case-specific psychotherapy interventions. According to Control-Mastery Theory (CMT), individuals who seek psychotherapy have an unconscious plan, which comprises goals, obstructions, tests, traumas, and insights. The Plan Formulation Method was developed to reliably formulate individual psychotherapy cases. To apply this method to couples therapy, we have added two components: dysfunctional relationship patterns (vicious relational circles) and resources (virtuous relational circles). Each component will be explained with the help of a clinical case. We discuss the implication of the use of the Plan Formulation Method for couples and compare some of the tenets of CMT applied to couples with the main approaches to couple therapy.

control-mastery theorycouple therapycouple’s planplan formulation method for couples
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Su una particolare combinazione di credenze patogene e strategie di testing che alimenta relazioni sentimentali abusanti
Cuomo R.
06/05/2020•Control-Mastery Theory

Durante il nostro lavoro di psicoterapeuti può capitarci di incontrare pazienti la cui fenomenologia clinica è espressione della stretta interconnessione tra due sensi di colpa specifici, l’odio di sé e la responsabilità onnipotente, entrambi testati prevalentemente nel transfert per compiacenza. Questa configurazione si manifesta attraverso una fenomenologia clinica piuttosto specifica e una serie di comportamenti reiterati in tutte le relazioni intime vissute dal soggetto: si tratta di persone che finiscono per dipendere, senza riuscire a liberarsene, da partner che abusano di loro o le trascurano. In questi pazienti è forte la convinzione di dover fare tutto per l’altro, di dover compiacere ogni sua richiesta, di doverlo aiutare a ogni costo sacrificando se stessi per sentirsi “buoni”

Relazioni abusantiOdio di séResponsabilità onnipotenteControl-Mastery TheoryTest di transfert per compiacenza
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
La vergogna
Marshall Bush
09/04/2020•Control-Mastery Theory

Vorrei condividere con vuoi alcuni pensieri sulla natura della vergogna e sul suo trattamento. La mia speranza è di suscitare il vostro interesse per questo argomento. Aiutare i pazienti a superare i loro problemi connessi a sentimenti di vergogna è uno dei doni più grandi che possiamo fargli. LA VERGONGA NELLA VITA QUOTIDIANA La vergogna è un’emozione che permea la maggior parte degli aspetti della vita quotidiana. Inconsciamente filtriamo i nostri comportamenti sulla base del rischio a cui ci espongono di apparire folli o inappropriati e di sentirci fraintesi. E quando proviamo vergogna, ci geliamo e ci ritiriamo. Per questa ragione, gli psicologi (Paulson, 2000) considerano la vergogna e l’orgoglio come le principali emozioni della vita quotidiana. Condividiamo le cose di cui siamo orgogliosi e nascondiamo quelle di cui ci vergogniamo. La vergogna è inoltre considerata una misura di quanto è sicuro il nostro attaccamento con le figure importanti della nostra vita. La capacità di correre rischi emotivi è pesantemente influenzata dalla vulnerabilità alla vergogna. Quando siamo in grado di condividere i nostri sentimenti di vergogna, i muri che mettiamo tra noi e gli altri iniziano a cadere e il livello di intimità aumenta. È difficile empatizzare con qualcuno che mantiene una facciata di perfezione.

vergognaorgoglioattaccamentoemozioni
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Atteggiamento del terapeuta ed esperienze emotive correttive
Cynthia Shilkret
09/04/2020•Control-Mastery Theory

Molti tipi di terapia che hanno una componente relazione sottolineano l’importanza della relazione terapeutica come, in parte, esperienza emotiva correttiva. Questo è sicuramente vero per la Control-Mastery Theory (CMT). La relazione che si sviluppa tra paziente e terapeuta amplia la comprensione del paziente di ciò che è possibile in una relazione e in questo modo “corregge” la visione precedente del paziente, patologicamente ristretta, di ciò che gli è permesso. Per utilizzare questa nuova relazione i pazienti devono sentirsi sufficientemente al sicuro da permettersi di partecipare alla, e di fare pienamente esperienza della, relazione terapeutica. Per questo motivo, sentirsi al sicuro nella relazione terapeutica è importante affinché il paziente faccia un’esperienza emotiva correttiva. Queste condizioni di sicurezza possono essere create in vari modi. Dalla prospettiva della CMT, la comprensione che il terapeuta ha del piano inconscio del paziente, che include i test che il paziente farà e le interpretazioni di cui ha bisogno, è un elemento molto importante. Un aspetto ulteriore utile a creare queste condizioni di sicurezza è l’atteggiamento del terapeuta, che permette al paziente di sentire che “se il mio terapeuta non è preoccupato (o spaventato, o arrabbiato ecc.), allora forse non devo esserlo neanche io”.

Control-Mastery TheoryCMTEsperienza Emotiva CorrettivaRelazione TerapeuticaAtteggiamento del Terapeuta
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Le reazioni alle separazioni: il contributo della Control-Mastery Theory
Calabrò M.
22/03/2020•Control-Mastery Theory

Una delle maggiori fonti di angoscia per l’essere umano, come per molti mammiferi, è la separazione dalle proprie figure di riferimento. Secondo la teoria dell’attaccamento, il fatto che un bambino (o un adulto) si trovino in uno stato di sicurezza, o di angoscia e dolore, è determinato, tra le altre cose, dall’accessibilità e dalla responsività delle sue figure di attaccamento. Quando si separano dalle figure di attaccamento, i piccoli provano disagio e mostrano una sequenza comportamentale tipica: all’inizio protestano con energia e cercano di recuperare la madre; poi si disperano e cercando di riconquistarne la vicinanza; più tardi sembrano perdere interesse e appare emotivamente distaccati da lei.

Ansia da separazioneControl-Mastery TheoryTeoria dell’attaccamentoCredenze PatogeneTesting
Dettagli
Internazionale
New Developments in Understanding Morality: Between Evolutionary Psychology, Developmental Psychology, and Control-Mastery Theory
Francesco Gazzillo, Ramona Fimiani, Emma De Luca, Nino Dazzi, John T. Curtis, Marshall Bush
11/03/2020•Psychoanalytic Psychology

The aim of this article is to present an overview of several recently proposed hypotheses about the development of morality and guilt during the evolution of our species and the individual psychic development. The article will show how group selection seems to have favored the development of prosocial motivations, emotions, and skills, which are the basis of “moral” judgments and behaviors, and how the specific experiences of each individual and her/his belonging to a specific culture shape this first moral innate “draft.” We will then review relevant empirical data about the development of guilt in infancy and early childhood from empathic concern and the tendency to feel responsible for other people’s wellbeing, and the temperamental and environmental factors at the basis of adaptive and maladaptive guilt. Finally, we will show the substantial compatibility between these recently developed hypotheses and data and the hypotheses developed by the Control-Mastery theory starting from clinical observation and from the ideas of several psychoanalytic authors.

moralitygroup-selectionguiltcontrol-mastery theory
Vol. 37, N. 1, pp. 37-49
Dettagli
Internazionale
An Empirical Investigation into Pathological Worry and Rumination: Guilt, Shame, Depression, and Anxiety
Jessica Leonardi, Ramona Fimiani, Filippo Faccini, Bernard S. Gorman, Marshall Bush, Francesco Gazzillo
01/01/2020•Psychology Hub

Worry and rumination are maladaptive cognitive strategies with the purpose to manage negative emotions and threatening events (Wells & Matthews, 1994), and studies have shown that they are associated with an increasing of anxiety and depression (Fresco et al., 2002; Nolen-Hoeksema, 2000). Although the relationship between guilt and shame with depression and anxiety is well documented (Cândea & Szentagotai-Tătar, 2018; Thibodeau, & Jorgensen, 2011), only few studies (Orth et al., 2006; Mor & Winquist, 2002; Spasojevic & Alloy, 2001) investigated the mediational role of worry and rumination in the relationship between guilt and shame and depression and anxiety. We hypothesized that worry and rumination correlate with all types of interpersonal guilt and with shame and that they mediate the effects of these moral emotions on depression and anxiety disorders. We recruited a sample of 343 subjects, to whom we administered the Interpersonal Guilt Rating Scale-15s (IGRS-15s; Gazzillo et al. 2018), The Other as Shamer Scale (OAS; Goss, Gilbert, & Allan, 1994), The State-Trait Anxiety Inventory (STAI; Spielberger, Gorsuch, Lushene, Vagg, & Jacobs, 1983), The Beck Depression Inventory II, The Penn State Worry Questionnaire (PSWQ; Meyer, Miller, Metzger, & Borkovec, 1990) and The Ruminative Response Scale (RRS; Nolen-Hoeksema & Morrow, 1991; Treynor et al., 2003) and an ad hoc form for assessing sociodemographic and anamnestic information. In line with our hypotheses (Gazzillo, Leonardi, Bush, 2020), worry and rumination correlated with all types of interpersonal guilt. Moreover, worry and rumination were positively correlated with depression and anxiety disorders; specifically, rumination emerged as a mediating factor between self-hate and depression, while worry was a mediating factor in the relationship between omnipotence and trait anxiety. Finally, our hypothesis that, in worrying and ruminating, shame had a relevant impact, was also confirmed. This study suggests that guilt and shame may be a powerful component of mental health problems and that worry and rumination represent risk factors for the maintenance and exacerbation of these disorders.

worryruminationControl-Mastery Theoryguiltshame
Vol. XXXVII, N. 3, pp. 31-42
Dettagli
Internazionale
Guilt, Shame, Empathy, Self-Esteem, and Traumas: New Data for the Validation of the Interpersonal Guilt Rating Scale–15 Self-Report (IGRS-15s)
Filippo Faccini, Francesco Gazzillo, F. Bernard Gorman
01/01/2020•Psychodynamic Psychiatry

The aim of this paper is to present further data for the validation of the Interpersonal Guilt Rating Scale-15 self-report (IGRS-15s; Gazzillo et al., 2018). We recruited a sample of 448 subjects, to whom we administered the IGRS-15s together with other empirically validated measures for the assessment of social desirability, shame, self-esteem, empathy, mental health and therapeutic alliance. In line with our hypotheses, the previously established three-factor structure of the IGRS-15s (Survivor guilt, Omnipotence guilt, and Self-hate) was confirmed. Moreover, the internal consistency and test-retest reliability of IGRS-15s were adequate to good. All the IGRS-15s factors were negatively correlated with self-esteem and mental health and positively correlated with shame; Survivor guilt and Omnipotence guilt were positively correlated with empathy; Survivor guilt and Self-hate negatively affected therapeutic alliance; and different traumas had different, theoretically predictable, impacts on the different kinds of guilt. Overall, these data support the reliability and validity of the IGRS-15s.

CMTIGRS-15sinterpersonal guiltshametraumas
Vol. 48, N. 1, pp. 79-100
Dettagli
Internazionale
Traumas and Their Consequences According to Control-Mastery Theory
Ramona Fimiani, Francesco Gazzillo, Eleonora Fiorenza, Martina Rodomonti, George Silberschatz
01/01/2020•Psychodynamic Psychiatry

The aim of this article is to introduce the reader to how control-mastery theory (CMT; Gazzillo, 2016; Silberschatz, 2005; Weiss, 1993), an integrative relational cognitive-dynamic theory of mental functioning, psychopathology, and psychotherapeutic process, understands traumas, their consequences, and their mastery. In the first part of this article, we will present an overview of the debate about the definition of trauma within the different editions of the Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. Then, we will focus on the concept of complex traumas and on their consequences on mental health. Finally, we will discuss how CMT conceptualizes traumas and their pathological consequences. We will stress in particular how, according to CMT, in order for a painful experience to become a trauma, its victim has to come to believe that s/he caused it in the attempt to pursue a healthy and adaptive goal. In order to master traumas and disprove the pathogenic beliefs developed from them, people attempt to reexperience situations similar to the traumatic ones in safer conditions while giving them happier endings.

traumascomplex traumascontrol-mastery theory
Vol. 48, N. 2, pp. 113-139
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Una bussola per la comprensione delle dinamiche di coppia: il metodo per la formulazione del piano della coppia (MFPC)
F. Gazzillo
02/10/2019•Control-Mastery Theory

Control-Mastery Theory (CMT) is a cognitive-psychodynamic theory of psychological functioning and psychopathology (Gazzillo, 2016; Weiss, 1993), empirically validated by the San Francisco Psychotherapy Research Group (1986). A central tenet of CMT is that people who seek for psychotherapy are guided by an unconscious plan (Silberschatz, 2005, 2008; Weiss, 1993). Such unconscious plan provides for the realization of healthy and pleasant goals and the disconfirmation of the pathogenic beliefs that have developed as a consequence of childhood traumatic experiences and which hinder the patient in his adaptation efforts. Even in everyday life people test their pathogenic beliefs and intimate relationships, thanks to the stability and the emotional involvement that they imply, represent an ideal context for the partners to try to disconfirm their respective pathogenic beliefs (Zeitlin, 1991), hoping to receive different responses from those received by their traumatic caregivers. When this does not happen, the couple develops negative experiences and symptoms, which may encourage partners to seek for a psychotherapeutic treatment. We hypothesize that not only individuals but also couples are guided by an unconscious plan at the beginning of the therapy and the aim of our work is to provide guidelines for the Formulation of the Couple’s Plan. The couple's plan includes goals, obstructions, individual and couple traumas, vicious circles such as the matching of pathogenic beliefs of both partners that generate dysfunctional patterns, virtuous circles which guarantee members of the couple to feel safe in the relationship, and finally the insights. The formulation of each component will be explained with the help of a clinical case and the results of the self-report measures used - the Interpersonal Guilt Rating Scale-15 (IGRS-15, Gazzillo et al., 2017) and the Pathogenic/Problematic Beliefs Scale (PBS; Silberschatz, 2016) - will be reported. The couple's plan represents a method of assessment and intervention in the work with conjugal and parental dyads, which is useful both to the therapist - especially to the young therapist - to orientate himself in the clinical work, both to the researcher, to understand the dysfunctional dynamics underlying individual and dyadic suffering.

Control-Mastery TheoryTerapia di coppiaPiano di coppiaMetodo per la Formulazione del Piano della Coppia
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
“SiCura (Mente) nel sociale”
Michela La Stella
01/08/2019•Control-Mastery Theory

Il senso di sicurezza in ottica CMT Al centro del modello della Control-Mastery Theory vi è la constatazione che le persone abbiano le capacità di eseguire inconsciamente funzioni mentali “superiori”, di controllare in modo consapevole e inconsapevole la propria vita mentale conscia e inconscia, e che siano intrinsecamente motivate ad adattarsi alla realtà, a padroneggiare le difficoltà, a superare le loro inibizioni e i loro problemi, ad elaborare i loro traumi e a realizzarsi dal punto di vista personale e relazionale. Per esercitare al meglio queste capacità, le persone hanno bisogno di sentirsi al sicuro e di sentire che lo siano anche i loro cari. In altri termini, nel perseguimento della propria realizzazione e del proprio benessere personale, l’essere umano deve potersi sentire protetto, amato, stimato e deve sentire che i propri bisogni e desideri non siano causa di sofferenza per le persone che ama; queste condizioni di sicurezza, infatti, gli permetteranno di perseguire i propri obbiettivi e stare meglio (Gazzillo, 2016; Weiss, 2005, Weiss, 1993).

Senso di sicurezzaControl-Mastery TheoryCredenze PatogeneTestingEsperienza Emotiva Correttiva
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Un’ipotesi sulla psicologia di massa dalla prospettiva della Control-Mastery Theory. Genesi dei gruppi e sensi di colpa interpersonali
D’Ippolito L.
28/07/2019•Control-Mastery Theory

Nonostante l'apparente differenza tra la psicologia individuale e la psicologia sociale dei gruppi, esse sono, in realtà, strettamente correlate. L'esistenza dell'uomo si svolge infatti, fin dalla nascita, all'interno di gruppi: ogni essere umano è un essere relazionale, in continuo rapporto di interazione con altri individui. La caratteristica di riunirsi e organizzarsi in gruppi ha avuto nell'evoluzione umana una funzione adattiva, atta a garantire l'ottenimento di un maggior numero di risorse per la sopravvivenza e una migliore difesa dai predatori.

Psicologia di massaControl-Mastery TheorySensi di Colpa InterpersonaliFunzione AdattivaSelezione multilivello
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Sperimentare la Vita Indipendente nell’ottica della Control-Mastery Theory
Vignola R.
25/07/2019•Control-Mastery Theory

La Vita Indipendente è un diritto delle Persone con Disabilità e include una serie di misure che hanno lo scopo di favorire una vita, appunto, il più possibile indipendente delle persone con grave disabilità in contesti non-istituzionalizzanti. Inoltre, mira a favorire l’autodeterminazione della persona, che diventa soggetto attivo nella definizione del proprio Progetto di Vita e non semplice destinatario di azioni e servizi pensati e realizzati da altri per loro.

Vita IndipendenteControl-Mastery TheoryCredenze PatogeneAutodeterminazioneProgetto di Vita
Dettagli
Internazionale
Case Formulation and Treatment Planning: How to Take Care of Relationship and Symptoms Together
Francesco Gazzillo, Giancarlo Dimaggio, John T. Curtis
25/07/2019•Journal of Psychotherapy Integration

Most patients present with a combination of symptoms and relational problems, but often psychotherapies are not conducted in a way to deal with both. Many therapists take a top-down approach to treatments. That is, the techniques they use are based on their theories of therapy (that suggest how certain diagnoses should be treated) rather than on an understanding of the unique problems and issues of the individual patient. We suggest that what is needed is a bottom-up approach , in which the individual patient’s goals, conflicts, inhibitions, and so forth are identified and therapeutic interventions are designed accordingly on a case-specific basis. The foundation of such an approach is a case-specific clinical formulation. There are a number of formulation methods; we focus on the plan formulation method to illustrate how to evaluate the individual needs and specificities of the therapy patient and then how to tailor a therapy to the individual patient, regardless of the therapist’s theoretical or technical predilections. Finally, we report examples of therapies conducted in this bottom-up approach to demonstrate how symptoms and relational problems can and should be addressed.

plan formulation methodscase formulationpsychotherapy techniquespsychotherapy relationshiprelational difficulties
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Senso di colpa da burdening
Terzani C.
22/07/2019•Control-Mastery Theory

«La colpa è un'emozione morale dolorosa generata dalla capacità di provare empaticamente la sofferenza di un'altra persona, di attribuirsi la responsabilità di questa sofferenza e dal tentativo di alleviarla. La colpa deriva dalla paura di perdere il legame con l'altro, dall'attaccamento a quella persona e dalla cura per l'altro (Gazzillo, 2018). La Control-Mastery Theory identifica cinque principali sensi di colpa interpersonali: senso di colpa da responsabilità onnipotente, senso di colpa del sopravvissuto, senso di colpa da separazione /slealtà, senso di colpa da odio di sé, e senso di colpa da burdening».

Senso di colpa da burdeningControl-Mastery TheoryCredenza PatogenaResponsabilità onnipotenteOdio di sé
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
La Control-Mastery Theory ed il pianto del terapeuta in seduta
Bocchio C.
22/07/2019•Control-Mastery Theory

Da una revisione della letteratura sul tema del Therapists’ Crying In Therapy (TCIT) emergono solamente tre cases studies che giungono alla conclusione che il TCIT sia terapeuticamente appropriato o addirittura benefico per il trattamento (Counselman, 1997; Owens, 2005; Rhue, 2001); in particolare, da una ricerca qualitativa emerge che 9 su 10 terapeuti intervistati riportano di aver ritenuto utile il TCIT nel comunicare genuinità o nel facilitare l’espressione emotiva del paziente (Waldman, 1995).

Pianto del terapeutaControl-Mastery TheoryTestingCredenze PatogeneInterventi pro-plan
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Il testing finalizzato alla disconferma delle credenze patogene che sono alla base dei sensi di colpa interpersonali
Raffaella Velotti
18/07/2019•Control-Mastery Theory

Il senso di colpa, emozione che per eccellenza riguarda lo sviluppo morale, fa parte, come sottolineato dagli studi di psicologia evoluzionistica (D. S. Wilson, 2015; E. O. Wilson, 2012) delle caratteristiche selezionate nel processo di evoluzione della specie umana per garantire la sopravvivenza dei gruppi. L’eusocialità, cioè la capacità degli individui di organizzarsi in gruppi per utilizzare al meglio le risorse dell’ambiente e difendersi più efficacemente dai predatori o da altri nemici, è infatti una caratteristica fondamentale che ha consentito alla specie umana di diffondersi e di adattarsi anche agli ambienti più ostili.

Control-Mastery TheoryCredenze PatogeneTestingDisconferma delle credenzeSenso di Colpa
Dettagli
Internazionale
Patients’ Unconscious Testing Activity in Psychotherapy: A Theoretical and Empirical Overview
Francesco Gazzillo, Federica Genova, Francesco Fedeli, John T. Curtis, George Silberschatz, Marshall Bush, Nino Dazzi
14/02/2019•Psychoanalytic Psychology

The aim of this paper is to present a theoretical and empirical overview of the hypothesis that patients’ behavior in psychotherapy can be understood as an expression of their efforts to disprove their pathogenic beliefs by testing them in the therapeutic relationship. According to Control–Mastery Theory (CMT; Gazzillo, 2016; Silberschatz, 2005; Weiss, 1986, 1994), psychopathology stems from unconscious pathogenic beliefs developed in response to early traumas. Pathogenic beliefs associate the achievement of healthy goals with a variety of unconsciously perceived dangers. Thanks to the inborn human motivation to adapt to reality and to the power of adaptive unconscious mental functioning, patients come to therapy with a unconscious plan to overcome their pathogenic beliefs by testing them with their therapists. Tests are consciously or unconsciously devised actions aimed at disproving pathogenic beliefs. CMT describes two broad categories of tests: transference tests and passive-into-active tests. Tests require specific responses from the therapist to be passed. When therapists pass patients’ tests, patients feel safer and may make therapeutic progress; when tests are failed, patients feel endangered and may get worse. Consistent with CMT assumptions, studies on testing have shown that a therapist passing a patient’s tests is associated with immediate positive effects on the patient, but more studies are needed.

Control–Mastery Theoryempirical studiespatients’ unconscious planpsychotherapy processtest
Dettagli
Internazionale
Through Flow and Swirls: Modifying Implicit Relational Knowledge and Disconfirming Pathogenic Beliefs Within the Therapeutic Process
Francesco Gazzillo, Emma De Luca, Martina Rodomonti, Ramona Fimiani
14/02/2019•Psychoanalytic Psychology

The aim of this paper is to describe and discuss the models of the process of change in psychotherapy developed by the Boston Change Process Study Group (2010), and by the San Francisco Psychotherapy Research Group (Gazzillo, 2016; Silberschatz, 2005; Weiss, 1993; Weiss, Sampson, & the Mount Zion Psychotherapy Research Group, 1986). The first model is centered on change in implicit relational knowledge and describes the process of change as being composed of “moving along” phases interspersed by “now moments” that can become “moments of meeting” if the clinician is to give authentic and specifically fitted responses. A moment of meeting opens up space for a change in the implicit relational knowledge of the patient. The second model is centered on the idea that patients come to therapy with an unconscious plan to master traumas, pursue healthy and adaptive goals, and disprove their pathogenic beliefs, and points to how patients test their pathogenic beliefs in the relationship with the therapist, coaching the therapist about what they need. Passing patients’ tests means helping them disconfirm or undermine pathogenic beliefs that hopefully will lead to disproving them. This second model focuses on the subjective meaning of the therapeutic process as seen from the perspective of the patient. We will also try to show, using clinical examples, how these two models can be integrated and how their integration may give us a more comprehensive, tridimensional vision of the therapeutic process.

therapeutic processchange in psychotherapycontrol-mastery theorymoment of meetingtest
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Le Fantasie Sessuali: Una Chiave di Ingresso Alla Comprensione dei Pazienti
Margherita Pompei, Federica Genova
07/11/2018•Control-Mastery Theory

Nel modello della Control-Mastery Theory (CMT) la comprensione delle fantasie e delle preferenze sessuali rappresenta una chiave di ingresso privilegiata al mondo interno della persona e ai livelli più profondi della sua psiche. Michael Bader (2018) le paragona a dei microchip nei quali informazioni psicologiche complesse sono ridotte e contenute in uno spazio piccolo, quasi invisibile. In ottica CMT le fantasie sessuali e non, al pari delle altre funzioni mentali superiori inconsce, sono espressione della spinta innata all'adattamento.

Fantasie SessualiControl-Mastery TheoryCredenze PatogenePadroneggiare il TraumaAgito Sessuale
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
"Qualche nota sui primi colloqui" di Francesco Gazzillo
Francesco Gazzillo
03/11/2018•Control-Mastery Theory

Questo breve scritto nasce da alcune riflessioni che mi sono state suscitate dalle difficoltà che colleghi, giovani e non, incontrano nel condurre i primi colloqui in ottica Control-Mastery Theory (CMT). In linea del tutto generale, è mia impressione che queste difficoltà nascano da due atteggiamenti opposti: alcuni colleghi conducono i primi colloqui con uno schema di domande relativamente rigido, come se l’essenza del colloquio fossero le domande da porre al paziente, in una sorta di emulazione di un colloquio anamnestico-psichiatrico male applicato. Viceversa, altri sembrano abbandonarsi totalmente ai racconti o ai silenzi dei pazienti, senza sapere bene cosa fare o dove andare a parare, chiedendo al massimo ai pazienti cosa stiano pensando o facendo interventi tesi a “validarli”. E in entrambi i casi restano con la sensazione, ben percepibile anche a un supervisore, di non aver capito gran che del paziente. O con ipotesi che a un ascolto un po’ più attento sembra non abbiano molto a che fare con il paziente, mentre riflettono chiaramente i temi del terapeuta o il suo modello teorico di riferimento.

Primi ColloquiFormulazione del pianoControl-Mastery TheoryAtteggiamento mentale attivoElaborare e verificare ipotesi
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Un esempio prototipico di senso di colpa da responsabilità onnipotente
Boselli C.
01/08/2018•Control-Mastery Theory

In questo breve scritto presenterò il caso di un paziente che credo possa essere interessante in quanto esempio particolarmente chiaro di una sintomatologia clinica derivante dal senso di colpa da responsabilità onnipotente. Vedremo, in particolare, come questo senso di colpa e le credenze patogene di cui è espressione possano compromettere l’obiettivo sano e piacevole di avere una vita serena e una storia sentimentale appagante portando a comportamenti di controllo sul partner e intrecciandosi con sentimenti di gelosia. Illustrerò le credenze patogene di questo paziente, i traumi da cui hanno avuto origine e accennerò ad alcuni test che il paziente mi ha fatto nel corso della sua terapia, durata un anno e terminata di reciproco accordo e con reciproca soddisfazione.

Senso di colpa da responsabilità onnipotenteControl-Mastery TheoryCredenze PatogeneComportamenti di controlloTraumi
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
L’odio di sé
Fimiani R.
23/07/2018•Control-Mastery Theory

Il concetto di “odio di sé” proposto dalla Control-Mastery Theory fa riferimento alle conseguenze emotive di una costellazione di credenze particolarmente disadattive che influenzano negativamente la costruzione e la valutazione dell’immagine di sé. Il carattere “negativo” della rappresentazione di sé può assumere declinazioni e significati diversi, che si traducono in tre tipi di esperienze qualitativamente distinte ma spesso interrelate: la sensazione di essere privi di valore, la sensazione di essere deficitari o il sentirsi cattivi, sbagliati. Vediamole un po’ più nel dettaglio.

Odio di séControl-Mastery TheoryCredenze PatogeneGenesi TraumaticaTrauma Complesso
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Joe Weiss: un amico psicoanalitico che aveva un tocco di genialità
Steinberg S.
20/07/2018•Control-Mastery Theory

Joe Weiss: un amico psicoanalitico che aveva un tocco di genialità. Nella nuova casa di Joe a Filbert Street, da poco comprata, un vecchio amico disse al padre di Joe: “Non è bello essere così ricchi?”. Sentendo questo parole, Joe rispose: “Sono venuto a San Francisco per apprendere la verità, ma qui si parla solo di soldi”.

Control-Mastery TheoryGenialitàSicurezza EmotivaPadroneggiare il TraumaTest
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
L’utilizzo clinico dell’interpretazione dei sogni in ottica CMT
D’Ippolito L.
16/07/2018•Control-Mastery Theory

Secondo l'ottica della Control-Mastery Theory (CMT), i sogni sono una delle manifestazioni del funzionamento mentale superiore dell'inconscio. Sono fenomeni con scopo adattivo e rappresentano uno degli strumenti mentali attraverso i quali il soggetto può cercare di comprendere e controllare una situazione, elaborare vissuti traumatici, disconfermare credenze illogiche, gestire paure, autopunirsi a causa dei propri sensi di colpa, trovare soluzioni creative ad un problema, prepararsi ad affrontare possibili eventi futuri anticipandoli oppure concedersi consolazione e ristoro quando sente di non poter raggiungere la padronanza degli eventi a causa di situazioni esterne che sono al di fuori del proprio controllo (Weiss J., 1993; Gazzillo F., 2016).

Control-Mastery TheoryInterpretazione dei SogniScopo AdattivoPadroneggiare il TraumaCredenze Patogene
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Sul ruolo degli scopi nella formulazione del piano
Saliani A.
13/07/2018•Control-Mastery Theory

Questo breve elaborato scritto per l’esame del corso teorico di Control-Mastery Theory (CMT) nasce dal desiderio di integrare i principi appresi con le mie osservazioni cliniche e la mia formazione di psicoterapeuta cognitivo. Una integrazione senza forzature concettuali o rischi di eclettismo è resa possibile, a mio avviso, da un’idea di base del funzionamento psichico condivisa dalla CMT e dal cognitivismo, ossia quella di un comportamento umano regolato non da pulsioni, né da meri apprendimenti, ma da rappresentazioni, e più in particolare, da un’idea di mente intesa come sistema governato da scopi e credenze.

Control-Mastery TheoryFormulazione del pianoScopiCredenze PatogeneScopi Patogeni
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
I cambiamenti di stile nel lavoro di René Magritte, il diniego del trauma infantile e Paul Ransohoff
Paul Ransohoff
21/06/2018•Control-Mastery Theory

Nelle sue indagini sulle arti visive, Freud ha inaugurato due approcci che continuano a essere un modello per gli studi psicoanalitici sull’arte. Il suo saggio su Leonardo (Freud, 1910) è essenzialmente psicobiografico. In esso, Freud parte da un ricordo infantile chiave di Leonardo, per come esso è rappresentato nei suoi dipinti, e lo mette in relazione con alcuni elementi centrali della storia personale dell’artista, della sua vita sessuale e delle sue attività lavorative. L’altro approccio è rappresentato dal saggio del 1914 su Il Mosè di Michelangelo, che è lo studio dettagliato di una singola opera. In esso Freud cerca di cogliere il significato di una scultura attraverso gli effetti che essa esercita sullo spettatore, che ricostruisce in modo cinestetico e immaginativo la scena rappresentata.

René MagrittePsicoanalisi e ArteTrauma infantileDiniegoPadroneggiare il trauma
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Note sull’innamoramento per persone narcisiste ed emotivamente poco disponibili
De Luca E., Gazzillo F.
18/06/2018•Control-Mastery Theory

Vorremmo proporre alcune riflessioni su un fenomeno che ha attratto la nostra attenzione durante un gruppo di discussione clinica, l’innamoramento per soggetti narcisisti emotivamente non disponibili. Questo fenomeno, che riguarda in particolare pazienti donne ma è riscontrabile anche in pazienti uomini, eterosessuali e omosessuali, implica il coinvolgimento in relazioni con soggetti emotivamente poco disponibili, sfuggenti o francamente rifiutanti, coinvolgimento che, pur non essendo corrisposto, giunge a occupare la mente di questi pazienti e il loro spazio terapeutico per mesi. A nostro parere, l’indagine di alcune dinamiche legate ai sensi di colpa interpersonali (Bush, 1989; O’Connor et al., 1997), in particolare al senso di colpa da odio di sé, può risultare utile ai fini della sua comprensione.

Innamoramento per narcisistiPersone emotivamente non disponibiliControl-Mastery TheorySenso di colpa da odio di séTrascuratezza emotiva infantile
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Note sullo sviluppo morale
Ramona Fimiani, Emma De Luca, Martina Rodomonti, Sara Fazeli Fariz-Hendi, Giampaolo Nicolais, Francesco Gazzillo
20/03/2018•Rassegna di Psicologia

Recent studies on moral development suggest the existence of a set of innate abilities which foster moral functioning. From a very early age on, children seem to show ability for moral discernment, together with emotions and pro-social motivations based on an innate propensity to empathize with people in difficulty and respect equity; moreover, they tend to feel guilty when they believe that they transgressed some basic “moral principles”. Evolutionary studies suggest that human morality stems from group selection. During its evolutionary history, human species met socioecological conditions that made group selection the dominant evolutionary force, thus favouring the development of cognitive abilities, emotions, and motivations essential for cooperation within groups. Also according to the CMT morality arises from the human need to preserve connectedness with other people - family members above all (attachment) - and the propensity to make them feel good (care). In sum, starting from an innate moral draft which is pre-reflexive and evolutionarily founded, morality and guilt would then be shaped by the emotionally relevant experiences people go through within their family and cultural environment.

Control-Mastery Theorymoral developmentguilt
, N. 1.0
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Sulla difficoltà connessa alla disconferma delle credenze patogene nei momenti di crisi
Gazzillo F.
16/02/2018•Control-Mastery Theory

Le riflessioni che sto per proporvi nascono da un’osservazione attenta e ripetuta di ciò che accade durante le “crisi” di alcuni pazienti. Per “crisi” intendo dei particolari momenti, che possono durare da alcuni giorni ad alcuni mesi, in cui, anche dopo periodi prolungati di terapia che hanno permesso il chiarimento di quali siano i loro schemi patogeni, le loro origini e le loro funzioni, e hanno determinato un miglioramento sintomatico cospicuo se non una vera e propria “guarigione”, i pazienti, in presenza di alcuni “fattori di attivazione”, tornano a pensare, provare e agire come se nessun percorso di terapia fosse stato fatto. Sono quindi momenti più o meno prolungati di “crollo” delle capacità di funzionamento dei pazienti caratterizzati dal riemergere dei loro schemi patogeni tipici.

Credenze PatogeneCrisiDisconfermaCircoli Viziosi IntrapsichiciAnsia
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Un bel sogno letto nell'ottica della Control-Mastery Theory
Messina I., Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Per comprendere senso e funzione dei sogni secondo la Control-Mastery Theory, può essere utile ricordare alcuni dei concetti centrali di questo modello. Prima di tutto, secondo la CMT l’obiettivo sovraordinato del funzionamento mentale cosciente e inconscio è quello di garantire un adattamento ottimale all’ambiente di vita, cioè trovare e preservare le condizioni di sicurezza necessarie a perseguire i propri obiettivi sani e piacevoli specifici, tanto individuali quanto relazionali. L’individuo persegue questo obiettivo sovraordinato tanto consapevolmente quanto, e soprattutto, inconsciamente; la CMT infatti ha messo in evidenza, ancora prima della psicologia cognitiva, come l’essere umano sia in grado di eseguire inconsciamente funzioni mentali “superiori”, come stabilire obiettivi, elaborare piani e linee di condotta utili per perseguirli (policies), elaborare previsioni, modificare i propri piani o le proprie strategie al mutare delle circostanze o in presenza di informazioni nuove, fare l’esame di realtà ecc.

Control-Mastery TheorySogniAdattamentoCredenze PatogenePadroneggiare il Trauma
Dettagli
Internazionale
Reliability and Validity of the Interpersonal Guilt Rating Scale-15: A New Clinician-Reporting Tool for Assessing Interpersonal Guilt According to Control-Mastery Theory
Francesco Gazzillo, F. Bernard Gorman, Marshall Bush, George Silberschatz, Cristina Mazza, Filippo Faccini, Valeria Crisafulli, Roberta Alesiani, Emma De Luca
19/01/2018•Psychodynamic Psychiatry

This article introduces the Interpersonal Guilt Rating Scale-15 (IGRS- 15), a brief clinician-rated tool for the clinical assessment of interpersonal guilt as conceived in Control-Mastery Theory (CMT; Silberschatz, 2015; Weiss, 1993), and its psychometric proprieties. The items of the IGRS-15 were derived from the CMT clinical and empirical literature about guilt, and from the authors’ clinical experiences. Twenty-eight clinicians assessed 154 patients with the IGRS-15, the patient self-reported Interpersonal Guilt Questionnaire-67 (IGQ- 67; O’Connor, Berry, Weiss, Bush, & Sampson, 1997), and the Clinical Data Form (CDF; Westen & Shedler, 1999). A semi-exploratory factor analysis pointed to a four-factor solution in line with the kinds of guilt described in CMT: Survivor guilt, Separation/disloyalty guilt, Omnipotent responsibility guilt, and Self-hate. The test-retest reliability of the IGRS-15 was good. Moreover, the IGRS-15 showed good concurrent and discriminant validity with the IGQ-67. IGRS-15 represents a first step in the direction of supporting the clinical judg- ment about interpersonal guilt with an empirically sound and easy-to-use tool.

assessmentguiltControl-Mastery Theoryclinician reportfactor analysis
Vol. 45, N. 3.0, pp. 362-384
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Riflessioni su un’ipotesi di Fairbairn dalla prospettiva della Control-Mastery Theory
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Alla fine del suo scritto del 1958 su Natura e scopi del trattamento psicoanalitico, Fairbairn scrive: “il trattamento psicoanalitico si risolve nel tentativo da parte del paziente di confinare la sua relazione con l’analista nel sistema chiuso della realtà interna mediante il transfert, e nella determinazione da parte dell’analista di aprire una breccia in questo sistema chiuso e di offrire condizioni nelle quali, nel contesto di una relazione terapeutica, il paziente possa essere indotto ad accettare il sistema aperto della realtà esterna” (pp. 168).

TestingCredenze PatogeneSistema Chiuso (Fairbairn)CrisiTransfert
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Discussione sul concetto di Piano di Joseph Weiss
Curtis J., Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Lo scritto ad hoc di John Curtis. Secondo Weiss la psicopatologia funzionale nasce da credenze patogene che inibiscono l’individuo nel perseguire obiettivi sani e realistici. In terapia i pazienti lavorano per disconfermare queste credenze in modo da liberarsene e poter raggiungere i propri obiettivi. Un elemento centrale nella teoria di Weiss è che ogni paziente giunge in terapia con un vero e proprio “piano” per stare meglio.

Piano del PazienteCredenze PatogeneJoseph WeissCritica al Concetto di PianoDisconferma
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Riflessioni teorico-cliniche in ambito CMT
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Criteri di regolazione. Oltre al criterio del senso di sicurezza, che è quello di base, quali altri criteri di regolazione segue la mente conscia e inconscia nel suo operare? Questa è una domanda a cui la Control-Mastery Theory finora non ha dato risposta. La mia ipotesi, tutta da approfondire e da verificare, è che una volta accertata la presenza di condizioni di sicurezza – cioè che non si è in pericolo e che i propri oggetti d’amore e i propri legami fondamentali non sono in pericolo - i “criteri” che segue la mente per “scegliere” cosa provare, pensare e fare siano funzione delle motivazioni prevalenti in quel momento.

Control-Mastery TheoryCredenze PatogeneSenso di SicurezzaAiuto ConcretoTest
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
L’importanza dei primi colloqui nella Control-Mastery Theory: ascoltare, osservare, chiedere, immedesimarsi, seguire il paziente e comprendere il suo piano
Alesiani R., Villa D., Pieri A., Boccalon S., Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

In accordo con la Control-Mastery Theory (CMT), il paziente arriva in terapia con un piano, in genere inconscio, che prevede la realizzazione di obiettivi piacevoli e realistici (Weiss, 1993; Gazzillo, 2016). Il paziente in terapia lavora per disconfermare le credenze patogene e i sensi di colpa che lo ostacolano in questo compito e lo fanno soffrire, per padroneggiare i suoi traumi e comprendere meglio la storia della propria vita. Pertanto, nei primi colloqui il paziente cercherà di fornire al clinico le informazioni necessarie a fargli capire ciò di cui ha bisogno per star bene. È quindi importante che il terapeuta assuma una posizione attenta e mentalmente attiva, che in termini operativi può tradursi nel prestare attenzione a ciò che il paziente comunica, ma anche nel far domande ed esplorare insieme al paziente aspetti rilevanti della sua storia di vita; allo stesso tempo, però, il clinico deve mostrarsi flessibile, adattandosi il più possibile ai bisogni del paziente e lasciandosi un po’ guidare dal suo modo di “stare” nella relazione.

Primi ColloquiPiano del PazienteCredenze PatogeneSenso di SicurezzaAnamnesi
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Come funziona il counselling ?
Biuso G.S.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Durante il Simposio sui servizi di aiuto psicologico per studenti universitari, tenutosi in seno al Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Psicologia (AIP) del 2015, sono stati presentati i risultati degli studi sull'efficacia dei trattamenti condotti dai Centri di Counselling Psicologico di alcuni tra i più importanti atenei italiani. Io e gli altri relatori non ci limitammo alla mera esposizione dei dati delle nostre ricerche, che in ogni caso sembravano avvalorare l'efficacia dei modelli di intervento che presentavamo. Ciascuno di noi, infatti, descrisse accuratamente il setting e la teoria della tecnica che informava il modello di counselling presentato. Il confronto fra modelli di intervento brevi, anche molto diversi tra loro per setting, durata e orientamento teorico, fu proficuo e stimolante. Tuttavia, uno psicoanalista presente tra gli uditori del Simposio fece un'obiezione che si poneva in netta contrapposizione con quanto i dati delle nostre ricerche andavano a suggerire: “com'è possibile che interventi a lungo termine o di 8, 16, 12 o 4 colloqui siano tutti egualmente efficaci? Di questo passo finiremmo per dire che è sufficiente anche una sola seduta!”

Control-Mastery TheoryCounsellingCredenze PatogeneTest di TransfertSenso di Colpa
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Traduzioni immediate
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Come acutamente osservato da George Silberschatz (2016) in un’intervista che si trova sul nostro sito, a volte diamo per scontato che una nostra risposta sia un modo per superare un test, o costituisca un intervento pro-plan, perché è in questo modo e con questo senso che l’abbiamo pensato. E viste dalla prospettiva di un osservatore terzo, le cose stanno realmente così. Ma non è detto che tutti i pazienti “traducano” come ci attendiamo la risposta o l’intervento del terapeuta; anzi, un intervento in buona parte pro-plan o un test apparentemente superato può essere “tradotto” dal paziente come anti-plan o come un test fallito. E credo che i fattori alla base di questi fraintendimenti siano l’intensità con cui un paziente presta fede alle sue credenze patogene e dei sentimenti che a esse si associano.

Traduzioni ImmediateCredenze PatogeneFraintendimentoSensibilizzazione Post-TraumaticaFallimento del Test
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Il bullo e la vittima: due facce della stessa medaglia?
Cicalese C.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Cosa si intende per 'bullismo'. La parola «bullismo» è citata spesso nei fatti di cronaca per descrivere un fenomeno che da diversi anni ritroviamo periodicamente e insistentemente tra le notizie nazionali e internazionali. Diversi studiosi hanno tentato di comprendere e dare significato al fenomeno del bullismo e tutti convengono con l’idea che è un costrutto complesso al cui interno possiamo rintracciare comportamenti e significati diversi (Caprara & Laeng, 1988; Coie, Dodge, Terry & Wright, 1991).

BullismoControl-Mastery TheoryAsimmetria di PotereDinamiche di GruppoBullismo Relazionale
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Differenziare i test da passivo in attivo: per compiacenza e per ribellione
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Lo scopo di questo breve scritto è proporre una distinzione dei test da passivo in attivo in test per compiacenza e test per ribellione, nella speranza che questa nuova differenziazione possa rendere più precise le nostre osservazioni cliniche e più sintonizzate le nostre risposte ai pazienti.

Control-Mastery TheoryTest da passivo in attivoTest di transfertCredenze patogeneTest per compiacenza
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
La centralità dell'adattamento: emozioni primarie, funzionamento motivazionale e moralità tra neuroscienze, psicologia evoluzionistica e Control-Mastery Theory
Emma De Luca, Cristina Mazza, Francesco Gazzillo
19/01/2018•Rassegna di Psicologia

Control-Mastery Theory (CMT) is a cognitive-psychodynamic-relational theory of mental functioning, psychopathology and psychotherapy developed by Joseph Weiss (1993) and empirically studied by the San Francisco Psychotherapy Research Group (Weiss, Sampson, & The Mount Zion Psychotherapy Research Group, 1986). The central hypotheses of CMT are: the humans being's motivation to adapt to reality, their unconscious ability to execute higher mental functions and the importance of pro-social motivations and interpersonal guilt in normal and pathological mental functioning. The aim of this paper is to provide a review of the most important neuroscientific studies, along with both evolutionary and cognitive psychology researches that support these hypotheses. These studies showed how the evolution of species have been producing a series of behavioral systems, evolutionary based but “environmentally labile” which, overall, have promoted individuals and groups' survival and reproduction. To adapt to our own primary group, each of us builds a reliable set of beliefs about our surrounding world and about “moral rules” that govern relationships. Psychopathology can be seen as the expression of beliefs that had facilitated the adaptation of the child to a traumatic environment but have then revealed to be maladaptive because of the changing circumstances.

Control-Mastery Theoryadaptationmotivationalsystemmorality
Vol. XXXVI, N. 1.0
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
In natura, una mente che funziona in assenza di consapevolezza è la regola, non l’eccezione: l'attualità scientifica dei fondamenti teorici della Control-Mastery Theory
Cristina Mazza, Emma De Luca
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Quando si parla di inconscio ci vengono subito in mente Freud e la teoria psicoanalitica classica. Pensiamo, quindi, all’inconscio come a un ricettacolo di rappresentazioni ed emozioni che, inaccettabili, non ottengono il benestare dell'Io per accedere alla coscienza e da essa sono tenute lontane per mezzo dei meccanismi di difesa. Ma non è questa la rappresentazione dell’inconscio che emerge da un’analisi della letteratura scientifica contemporanea.

Inconscio AdattivoTeorie del Doppio ProcessoSistema 1Thin-SlicingPriming
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Il Metodo per la Formulazione del Piano per l’età evolutiva (PFM-DA)
Crisafulli V.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

La Control-Mastery Theory (CMT), in linea con le scoperte dell’Infant Research, della teoria dell’attaccamento e degli studi etologici ed evoluzionistici (Bowlby J., 1969, 1973, 1979, 1980, 1988; Ainsworth M. D. S., Eichberg C. 1991; Emde, 1989; Fonagy P., Gergely, G., Jurist, E., Target, M. ,2002; Pawlby S. J. (1977) Stern D.N., 1977,1985; Tomasello, 2009, 2014), sottolinea come le relazioni primarie e le modalità stabili di interazione caregiver-bambino siano i contesti in cui si sviluppano gran parte delle credenze patogene e i relativi sensi di colpa interpersonali.

PFM-DAEtà EvolutivaSostegno alla GenitorialitàCircoli Viziosi RelazionaliCredenze Patogene
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Due esempi di test piuttosto istruttivi
Messina I., Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

In questo breve scritto riporteremo due esempi di test di due pazienti che abbiamo trovato personalmente piuttosto istruttivi, il primo perché mostra come un paziente possa mettere alla prova gran parte degli elementi del suo piano per mezzo di un unico test; nel secondo, invece, crediamo sia evidente come un paziente possa mettere alla prova le sue credenze patogene per mezzo dell’atteggiamento complessivo che assume in seduta, e che a sua volta tende a indurre nel clinico un atteggiamento complementare che può essere tanto pro-plan quanto anti-plan.

Control-Mastery TheoryTest di TransfertCredenze PatogeneTest da Passivo in AttivoPsicosi
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Control-Mastery Theory e cognitivismo clinico: alcune riflessioni
Fante C.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Durante la scuola di Specializzazione in Terapia Cognitiva, alcuni formatori ci avevano introdotto al lavoro di Weiss e ad alcune sue ipotesi cliniche, come quelle sull’esistenza di un piano inconscio di guarigione del paziente, che avevo colto come spunti di lettura interessanti all’interno del ragionamento sulla costruzione e sul mantenimento della relazione terapeutica.

Control-Mastery TheoryCognitivismo ClinicoRelazione TerapeuticaTest dei PazientiCredenze Patogene
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Note sull'ascolto in ottica CMT
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Quando ascolta un paziente, l’atteggiamento mentale di fondo di un terapeuta CMT si basa sull’idea che si sta rapportando a una persona normale, sana, che ha avuto la necessità di sviluppare una “maschera di patologia” per adattarsi al suo ambiente di sviluppo. Di conseguenza, l’interrogativo principale che guida il suo ascolto è: “Quali caratteristiche del suo ambiente hanno fatto sì che questa persona sia dovuta diventare come è? E di che tipo di ambiente ha bisogno di fare esperienza per potersi liberare di questa maschera?”

Ascolto TerapeuticoPiano del PazienteControl-Mastery TheoryIdentificazione dei TestCredenze Patogene
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Un alieno in terapia: riflessioni sparse nate da pensieri ordinati
Rosi L.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Più volte, nel corso di questi anni di formazione come psicologa clinica, mi sono posta un quesito, ossia: cosa penserebbe un alieno, arrivato sulla terra per puro caso, di ciò che avviene all’interno di una stanza di psicoterapia? Probabilmente questo interrogativo nasce da alcuni aspetti intrinseci alla questione- nonché miei, ovviamente - ma sarà meglio andare con ordine. Ho sempre pensato che, da un punto di vista esterno, la dinamica di una relazione psicoterapeutica potrebbe apparire estremamente peculiare. In sostanza ci sono due persone, una chiamata paziente e l’altra terapeuta, e hanno due ruoli ben precisi: uno chiede aiuto e l’altro aiuta. Questo prendendo la posizione osservativa ignara di un alieno, eh.

AlienoFiducia nel PazienteRelazione TerapeuticaCritica alla PsicoterapiaSemplicità
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Cambiamenti di prospettiva
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

È piuttosto comune che i pazienti, soprattutto (ma non solo) se presentano una personalità ossessiva o nei momenti in cui ricorrono a modalità ossessive, oppongano in terapia obiezioni ripetute agli interventi del terapeuta. Un’ipotesi, un’interpretazione o perfino una semplice notazione, vengono accolti con un “però”, un “e se poi …” o un “ma” accompagnati da tante buone ragioni per continuare a fare come sempre.

Cambio di ProspettivaObiezioni come TestTest da Passivo in AttivoGenitore Traumatico InternoCredenze Superstiti
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Quando è il momento di agire
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

In linea generale, le terapie a orientamento psicoanalitico vedono di cattivo occhio l’idea che il clinico incoraggi o aiuti il paziente a “fare” delle cose, anche se queste sono cose sane, adattive e in linea con i suoi obiettivi. La dimensione del “fare” è in genere considerata appannaggio del paziente, qualcosa su cui in seduta si può riflettere, di cui indagare le motivazioni profonde, le angosce a cui si associa, le difese che palesa o un senso “altro”. Ma è quantomeno raro che un clinico a orientamento dinamico inciti o aiuti un paziente a “fare” qualcosa che trascenda l’analisi dei suoi problemi. Cosa può dirci la Control-Mastery Theory al riguardo?

AgirePro-PlanSpronareAiuto ConcretoDisconferma
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Due note cliniche
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

In queste poche pagine vorrei proporre qualche riflessione su due fenomeni clinici che hanno attirato la mia attenzione negli ultimi tempi. Il primo riguarda il tema del FRAINTENDIMENTO contrapposto a quello della COMPRENSIONE. Mi riferisco a un’esperienza clinica fatta con alcuni pazienti (tutti di area borderline, per usare le categorie diagnostiche tradizionali), alcuni dei quali prevalentemente analitici e altri prevalentemente introiettivi.

Fraintendimento vs. ComprensioneValorizzare le RisorseTest da Attivo in PassivoOdio di SéCredenze Patogene Secondarie
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
“Something more than interpretation”: le ipotesi del San Francisco Psychotherapy Research Group e del Boston Change Process Study Group a confronto
De Luca. E., Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

È ormai comunemente accettato che il cambiamento in psicoterapia avvenga grazie a un “qualcosa in più dell’interpretazione” (BCPSG, 1998). Waldron e collaboratori (2004; Waldron, Gazzillo, Stuckenberg, 2015), ad esempio, sulla base di una serie di ricerche empiriche hanno identificato la qualità complessiva degli interventi e della relazione tra paziente e analista come il fattore più importante per il buon esito di una psicoterapia. A prescindere dal tipo di intervento – interpretazione, chiarificazione, analisi del transfert ecc. – sembra quindi che la capacità del terapeuta di “dire la cosa giusta al momento giusto” (Waldron et al. 2004) sia ciò che permette al paziente di migliorare. Ma in cosa consiste questa “cosa giusta”?

Credenze Patogene vs. Conoscenza Relazionale ImplicitaTest vs. Momenti OraDisconferma vs. Momenti di IncontroPianificazione InconsciaMemoria Procedurale
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Adolescenti e Genitori: sviluppo sano e problematicità secondo la Control-Mastery Theory
Bossa G.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

L’adolescenza è una fase della vita complessa, caratterizzata dalle intense e profonde trasformazioni psicofisiche che lo sviluppo puberale comporta, oltre che da movimenti separativi-individuativi che si alternano a momenti regressivi. Come la stessa etimologia della parola implica, il termine adolescenza deriva dal latino adolescere che significa crescere; di fatto l’adolescenza è il periodo di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, dove l’individuo non è più un bambino ma neanche ancora un adulto.

AdolescenzaCompiti EvolutiviSeparazione-IndividuazioneCredenze PatogeneTest
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Il Metodo per la Formulazione del Piano di Coppia (PFMc)
Crisafulli V., Rodomonti M.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Breve introduzione alla Control-Mastery Theory. La Control-Mastery Theory (CMT; Weiss, Sampson, & The Mount Zion Psychotherapy Research Group, 1986; Weiss, 1993) è un modello psicodinamico-cognitivo, di matrice relazionale, del funzionamento mentale, della psicopatologia e del processo terapeutico che spiega la formazione della personalità, le cause della psicopatologia e i processi di cambiamento psichico a partire dalla qualità delle relazioni primarie e degli schemi che la persona sviluppa per adattarsi a esse.

Control-Mastery Theory (CMT)Credenze PatogeneTerapia di CoppiaFormulazione del Piano di Coppia (PFMc)Test
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
La biologia della sicurezza in ottica CMT
Federica Genova
19/01/2018•Control-Mastery Theory

I circuiti neurali della sicurezza. La CMT si basa su due presupposti teorici fondamentali. Il primo è che gli esseri umani sono intrinsecamente motivati ad adattarsi alla realtà in cui vivono, assicurandosi come prima cosa che il proprio benessere e quello delle persone a cui sono legati non siano in pericolo (Weiss, 1990a). Il secondo è che la mente umana, conscia e inconscia, lavora al servizio dell'adattamento, monitorando e valutando costantemente ciò che accade in noi e intorno a noi, nel tentativo di preservare un senso di sicurezza (Weiss, 1990b). Questo articolo si propone di percorrere un viaggio all'interno del nostro cervello teso a far luce sui meccanismi neurobiologici che ne governano il funzionamento, evidenziando quegli aspetti morfologici e fisiologici che dimostrano come la mente umana, conscia e inconscia, monitori costantemente i livelli di sicurezza fisiologica ed emotiva allo scopo di favorire l'adattamento all'ambiente.

Control Mastery TheoryCredenze PatogeneTest di TransfertSistema ChiusoPadroneggiare il Trauma
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Riflessioni sui DSA in ottica CMT
Mellone V.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Con il termine 'Disturbi evolutivi Specifici di Apprendimento' (DSA) ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche e, in particolare, a dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia. La principale caratteristica di questa categoria nosografica è quella della 'specificità', in quanto il disturbo interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale (DSA Consensus Conference, 2007).

Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)Control-Mastery Theory (CMT)Credenze PatogeneContesto ScolasticoAutostima
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
Su alcune sedute 'confuse'
Gazzillo F.
19/01/2018•Control-Mastery Theory

Quello che sappiamo, e che è stato empiricamente verificato (Weiss et al., 1986; Weiss, 1993), è che il superamento di un test, così come un intervento pro-plan, tende a suscitare nel paziente un maggior senso di sicurezza, lo rende più coraggioso, più coinvolto nella relazione con il terapeuta e nel processo terapeutico, meno depresso, meno ansioso, più rilassato, più disposto a portare alla luce materiale in precedenza rimosso o comunque escluso dalla coscienza, più elaborativo, più attivo nel tentativo di raggiungere i suoi obiettivi, più capace di insight e più disposto a rischiare testando il terapeuta in modo più vigoroso.

Sedute confuseTest fallitiPiano del pazienteSintonizzazione del terapeutaCredenza patogena
Dettagli
Internazionale
Preliminary Data about the Validation of a Self-Report for the Assessment of Interpersonal Guilt: The Interpersonal Guilt Rating Scales-15s (IGRS-15s)
Francesco Gazzillo, Bernard Gorman, Emma De Luca, Filippo Faccini, Marshall Bush, George Silberschatz, Nino Dazzi
01/01/2018•Control-Mastery Theory

The aim of this article is to present validation data about a self-report rating scale for the assessment of interpersonal guilt according to Control-Mastery Theory (CMT; Silbershatz, 2005; Weiss, 1993; Weiss, Sampson, & The Mount Zion Psychotherapy Research Group, 1986), the Interpersonal Guilt Rating Scale-15s (IGRS-15s). In order to perform the validation of this tool in an Italian sample we have collected a sample of 645 nonclinical subjects. They had to complete the IGRS-15s, the Scale for the Measurement of the Impending Punishment (SMIP; Caprara et al., 1990), the Interpersonal Guilt Questionnaire-67 (IGQ-67; O'Connor et al., 1997), the Psychological General Well-Being Index (PGWBI; Dupuy, 1984), and the Affective Neuroscience Personality Scales (ANPS; Davis, Panksepp, & Normansell, 2003), together with an ad-hoc questionnaire for collecting demographic data, the Socio-Demographical Schedule. We have performed a confirmatory factor analysis to verify if the four-factor solution based on CMT and replicated in previous research (Gazzillo et al., 2017) was confirmed. Then, we checked the retest reliability of IGRS-15s after four weeks in a random subsample of 54 subjects. In order to assess its concurrent and discriminant validity, we calculated the correlations between IGRS-15s assessment and SMIP and IGQ-67. Finally, to test its construct validity, we assessed the relationships between the IGRS-15s and the affective systems using the ANPS and the wellbeing assessed with the PGWBI. The data collected support the retest reliability and the concurrent and discriminant validity of the measure, and we have collected preliminary data about its construct validity. Examples of the possible clinical and research applications of this tool are discussed.

Control-Mastery TheoryIGRS-15sassessmentfactor analysisinterpersonal guilt
Dettagli
Articoli del Cmt-ig
La centralità dell'adattamento: emozioni primarie, funzionamento motivazionale e moralità tra neuroscienze, psicologia evoluzionistica e Control- Mastery Theory
Emma De Luca, Cristina Mazza, Francesco Gazzillo
01/03/2017•Control-Mastery Theory

La Control-Mastery Theory (CMT) è una teoria psicodinamica-cognitiva di matrice relazionale del funzionamento mentale, della psicopatologia e della psicoterapia sviluppata da Joseph Weiss (1993) e studiata empiricamente dal San Francisco Psychotherapy Research Group (Weiss, Sampson, & The Mount Zion Psychotherapy Research Group, 1986). Tra le ipotesi centrali della CMT vi sono la centralità della motivazione all'adattamento alla realtà, l’idea che siamo in grado di compiere inconsciamente operazioni mentali superiori e il ruolo di rilievo attribuito alle motivazioni prosociali e ai sensi di colpa interpersonali nel funzionamento normale e patologico. Scopo di questo lavoro è fornire una rassegna di alcuni dei principali studi neuroscientifici, di psicologia evoluzionista e di matrice cognitivista a sostegno di queste ipotesi. Gli studi considerati mostrano come l’evoluzione della specie abbia prodotto una serie di sistemi comportamentali evolutivamente fondati, ma “ambientalmente labili”, che nel loro complesso promuovono la sopravvivenza e la riproduzione dell’individuo e dei gruppi. Per adattarsi al proprio gruppo primario, ognuno di noi costruisce una serie di credenze affidabili sul proprio mondo circostante e sulle norme “morali” che regolano le interazioni. La psicopatologia può essere letta come l’espressione di credenze che hanno favorito l’adattamento del bambino ad ambienti traumatici ma si sono rivelate disadattive al mutare delle circostanze.

Control-Mastery Theoryadattamentoemozioni primariepsicologia evoluzionisticaneuroscienze
Dettagli